13 ago. – Le Guardie Ecologiche Volontarie di Bologna, che dal settembre 2012 sono in campo per controllare come i cittadini del centro fanno la raccolta differenziata, si sono abbondatemente ripagate la convenzione che il Comune di Bologna ha stipulato con loro. Anche se loro, i “detective del rusco”, ci tengono a precisare che il loro intento prima che repressivo è informativo, in 10 mesi di attività hanno elevato 1221 verbali di ispezione. In sostanza, controllando nei sacchi dei rifiuti (carta e plastica) che gli abitanti del centro lasciano fuori dal portone nei giorni di raccolta, le guardie hanno registrato e segnalato violazioni. Di questi verbali di ispezione, circa mille si s0no tramutati in vere e proprie sanzioni per “abbandono di rifiuti” del valore di 50 euro.
Insomma, a conti fatti, il lavoro delle Gev porterà nelle casse di Palazzo d’Accursio qualcosa come 50mila euro a fronte di una spesa, prevista dalla convenzione per i costi dell’attività delle guardie, di 20mila. “Siamo soddisfatti” dicono dal settore Ambiente del Comune.
Negli ultimi tempi, da quando i comuni di Casalecchio, Zola Predosa e Monte San Pietro hanno iniziato anche loro la raccolta porta a porta dei rifiuti, Palazzo d’Accursio ha chiesto alle Gev una sorveglianza speciale contro la “migrazione dei rifiuti“. Alcuni cittadini dei comuni del circondario bolognese in cui è partito da poco il porta a porta (al momento sono poco più di 90 i verbali elevati) hanno deciso di portare a Bologna i propri rifiuti, abbandonandoli nei pressi dei cassonetti nelle zone della città limitrofe ai comuni di provenienza. Per questo, palazzo d’Accursio ha chiesto alle Gev, una volta a settimana, di fare ispezioni nelle zone della città in cui questo fenomeno si è presentato, come la Croce di Casalechio, via Saragat, la zona della Ducati, la Barca.
Roberto Merli è vice presidente delle Gev di Bologna.

