“Se il vicesindaco di Bologna, Claudio Merighi, ha notizie di acquisti sospetti di esercizi commerciali sotto le Due Torri, venga a dircelo. Finora, non ha condiviso con noi queste informazioni”. Ha il tono della polemica il commento con cui il Questore Luigi Merolla, il Prefetto Angelo Tranfaglia e i vertici delle forze dell’ordine bolognesi (i comandanti Piero Burla per la Gdf e Antonio Massaro per i Carabinieri) hanno accolto l’allarme mafia e riciclaggio in città lanciato ieri dai nostri microfoni dal Vicesindaco Claudio Merighi, che aveva fatto riferimento a infiltrazioni mafiose in città attraverso prestanome pronti ad acquistare esercizi commerciali a prezzi fuori mercato e “pronto cassa” in contanti: (ascolta) merighi_mafia
Oggi, in Prefettura, Tranfaglia e Merolla ribattono che forse quella utilizzata da Merighi era piu’ che altro “un’immagine“; poi, alla domanda se si tratti di un fenomeno frequente sotto le Due Torri, rispondono all’unisono: “Noi oggi non abbiamo ancora sentore di questo, non ci risulta“.
Nel pomeriggio è arrivata la replica del vicesindaco: «Sono già stato negli uffici della Procura – ha detto Merighi – a esprimere tutta la mia preoccupazione per possibili infiltrazioni mafiose nel nostro territorio, testimoniate da acquisizioni di aziende direttamente in contanti nonché dall'”importazione” ormai consolidata dell’usura e dell’estorsione».

