In val Seriana, in provincia di Bergamo, c’è il più grande giacimento italiano di uranio, uno dei pochi rimasti in Europa. La riserva del metallo radioattivo si estende dal versante orobico alla vicina val Vedello, in provincia di Sondrio: circa quattro milioni di tonnellate di roccia nascosti sotto prati e boschi che contengono abbastanza uranio per fare funzionare 4 centrali nucleari per 10 anni.
Il dizionario francese “Le monde et la natura” descrive come la scoperta del minerale a Novazza avvenne in modo del tutto casuale: alcuni ricercatori, andando a pranzare, si imbatterono nei pressi del ristorante in una fontana pubblica costruita con una roccia contenente uranio e da questo fatto poterono scoprire il giacimento uranifero sovrastante il paese.
Negli anni Sessanta l’Agip nucleare iniziò le attività di esplorazione per estrarre l’uranio ma dovette abbandonare il progetto a causa dell’opposizione degli abitanti della zona. La popolazione locale, infatti, si mobilitò fin da subito a difesa della valle organizzando assemblee, conferenze e manifestazioni. Secondo attivisti ed esperti, l’estrazione del minerale avrebbe avuto conseguenze devastanti, dal punto di vista sanitario e ambientale, sull’intera area. Il movimento contro l’estrazione dell’uranio riprese le sue attività anche nel 2006, quando la Metex Resources, una società mineraria australiana, fece domanda alla Regione Lombardia per ottenere la concessione di estrazione del metallo radioattivo sul versante bergamasco. La Regione, sollecitata da una forte protesta popolare, bocciò la richiesta nell’ottobre dello stesso anno. Con il ritorno dell’Italia al nucleare, però, la “questione uranio” potrebbe riaprirsi.
Del giacimento di Novazza e del movimento che bloccò il progetto di estrazione parla il documentario “Uranium Project”, presentato il 17 marzo al Bergamo film meeting. Il documentario è stato realizzato da Alan Gard e Stefania Prandi, in collaborazione con la casa di produzione Lab 80 film. Montaggio: Luca Zanoli; musiche: Alex Harris; riprese: Davide Berati, Alan Gard, Michele Naldi, Stefania Prandi.

