“Sono contenta di essere a Bologna e non a Torino“. Risponde così una lavoratrice della Magneti Marelli, azienda del gruppo Fiat, alla domanda “Cosa votereste al referendum sull’accordo a Mirafiori?”
Ai cancelli della fabbrica in via Pasubio i lavoratori entrano di fretta. Non è stato facile avvicinarli e parlare con loro. Rassegnazione e stanchezza sono i compagni di viaggio sia di chi voterebbe “sì”, sia di chi voterebbe “no”. “Ricatto” è la parola che viene ripetuta spesso, così come la frase “non abbiamo alternative”.
Ecco le voci raccolte davanti ai cancelli della Magneti Marelli di Bologna voci-magneti-marelli_13gen2011
A Torino i lavoratori della Fiat Mirafiori inizieranno a votare alle 22 per dire sì o no all’accordo firmato da Fim- Cisl, Uilm-Uil e da altri sindacati ma non dalla Fiom-Cgil. Il voto sembra cruciale per il futuro dell’industria automobilistica in Italia. Abbiamo chiesto a Patrizio Bianchi, assessore regionale alla scuola ma prima di tutto esperto di economia industriale, che cambiamenti porterà nella produzione industriale la linea Marchionne. Bianchi nella sua analisi chiama in causa un grande assente in questa vicenda: il Governo.
Ascolta Patrizio Bianchi bianchi

