“Quella di Bernardini è solo una provocazione”

05 mag.- “Una provocazione” è il commento unanime alle parole del candidato del centrodestra Manes Bernardini che aveva chiesto al centrosinistra e ai sindacati di dissociarsi pubblicamente dalle contestazioni del centro sociale Tpo previste per domani per l’arrivo del ministro dell’interno Roberto Maroni, in concomitanza con lo sciopero generale.

“C’è lo sciopero della Cgil; c’è la manifestazione della Cgil. Punto. Quello che accade dopo non è da mettere in relazione allo sciopero. Bernardini non sa di cosa parla, gli consiglio di leggere qualche libro di storia. La Cgil è dalla parte della democrazia”è la replica del segretario bolognese Danilo Gruppi.

Ascolta Gruppi

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In piazza con i lavoratori – a fianco della Fiom – è invece la posizione scelta dai principali imputati, cioè gli attivisti del Tpo. “E’ Manes Bernardini il pericolo numero 1 per Bologna. Noi saremo in piazza solo per scioperare” precisa Gian Marco De Pieri, Tpo “e abbiamo smascherato il gioco puerile e pericolosissimo di Bernardini”, cioè quello di alimentare tensione intorno allo sciopero e creare allarmismo verso azioni violente che, però, non sarebbero previste.

Ascolta De Pieri

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Parla di provocazione anche il segretario del Pd Raffaele Donini, che sottolinea come la piazza sia di tutti e che non è comunque “compito dei partiti tutelare l’ordine pubblico. Questa è una provocazione come ormai molte delle sue affermazioni“.

Ascolta Donini

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