3 ago. – Le trattative tra gli italiani e i trafficanti colombiani per importare 1500 kg di cocaina, valore all’ingrosso 52 milioni di euro mentre è impossibile definire al dettaglio quanto la droga avrebbe fruttato, sono durate alcuni mesi tra l’estate e il dicembre 2010.
Nella villa di San Marino di Bentivoglio dove Francesco Ventrici andava di giorno si presentava spesso un uomo di colore: è Michael Kramer, uno degli arrestati, cittadino tedesco e pilota d’aereo che avrebbe dovuto trasportare la cocaina dall’Ecuador a bordo di un aereo privato fino all’aeroporto di Lubiana. L’uomo quindi era il perno dell’operazione che è entrata nel vivo il 17 dicembre 2010 trovando la prima difficoltà nell’accordo sul prezzo. Poi, all’aeroporto di Quito è accaduto qualcosa che ha fatto fallire il viaggio. Kramer si è rifiutato di effettuare il trasporto, forse era stato avvertito di un qualche rischio, e il gruppo è tornato in Italia dove il 30 dicembre si è tenuto un teso summit nella villa di Bentivoglio. Gli investigatori hanno ascoltato tutto quello che accadeva nella taverna della villa grazie ad intecettazioni ambientali. “Io sono una persona seria, traffico in droga da 20 anni – aveva detto Ventrici a Kramer – prima mi dici una cosa, ora un’altra“. La polizia era pronta ad entrare in azione qualora le cose si fossero messe male. In quella riunione non accadde nulla ma il progetto venne interrotto a fine gennaio per gli arresti dello stesso Ventrici e di Vincenzo Barbieri nell’ambito dell’inchiesta Decollo ter della Dda di Catanzaro. Barbieri è stato poi ammazzato a San Calogero il 12 marzo e anche se l’uomo secondo gli investigatori non era coinvolto direttamente in questo affare l’episodio ha fatto tornare molti degli arrestati in Calabria. Da lì il loro comportamento è proseguito sottotraccia, le trattative per importare la cocaina sono proseguite ma a rilento. Fino alle catture di stamattina.

