Siamo talmente abituati a sovrapporre dispute politiche e inchieste giudiziarie che quasi non ci accorgiamo più delle differenze e delle sfere di competenza.
Ricapitoliamo: la pidiellina Castaldini si fa rimborsare un soggiorno a Sorrento con gli amici di CL (pardon, formazione politica…). Qualcuno se ne accorge e scoppia il caso.
Le frecciate e la riprovazione per una decisione non certo illegale (è previsto dall’attuale regolamento), ma certamente inopportuna, arrivano un po’ dappertutto, dalla maggioranza ma anche dagli stessi alleati di partito. Quello che la Castaldini si ostina a non capire (lo ribadisce anche ai nostri microfoni) è che non tutto quello che è permesso, o previsto, è anche opportuno.
Il paradosso è che questo concetto è esattamente quello espresso da Monsignor Fisichella nel convegno di Sorrento a cui ha partecipato Castaldini per “formarsi” (vedi il video nel suo sito).
Fisichella, testualmente, afferma che : “il grande problema si gioca sullo stile di vita che noi abbiamo. Noi possiamo anche osservare le leggi e anche farle, e spero che un giorno le farete bene, ma è lo stile di vita che ci contraddistingue. Stile di vita che con un termine cristiano diciamo ‘testimonianza’…”.
Dunque non solo Castaldini è stata “politicamente inopportuna”, ma è anche una studentessa poco attenta: se avesse ascoltato bene le parole del Monsignore avrebbe certo capito la differenza che passa tra una asettica legalità e la “testimonianza” che si da con il proprio comportamento.
Comunque, adesso la polemica da Castaldini si allarga a Simona Lembi, tirata in ballo per aver presenziato a un evento a Siena. Lì, però, non c’entra la “formazione”, era in veste istituzionale. Però è indicativo del clima: c’è maretta in Consiglio per i rimborsi delle trasferte. La cosa positiva è che tutti, da destra a sinistra, sono d’accordo nel modificare il regolamento. Basta con l’ambiguità dei “corsi di formazione” per consiglieri: se uno fa formazione politica, nei rispettivi partiti o raggruppamenti, ci vada a spese sue. E’ auspicabile che le modifiche su cui tutti a parole sono d’accordo vengano votate e approvate quanto prima, dando una volta tanto l’esempio opposto rispetto a quanto avviene in Parlamento, dove allo scandalo dell’uno si risponde con l’arbitrio dell’altro, salvo poi aumentarsi all’unanimità rimborsi e prebende varie, tutti insieme, il giorno dopo.
Il problema, diciamolo, è sostanzialmente di “stile di vita” (come direbbe il Monsignor Fisichella…).
E’ una classica questione di opportunità politica ed è la politica che deve darsi un metro e un rigore precisi per riconquistare, almeno localmente, un minimo di dignità nei confronti dei cittadini. Non è la dimensione della spesa (poche centinaia d’euro) infatti il fulcro del problema, né – tanto meno – può essere la Procura della Repubblica o il Comando dei Carabinieri a stabilire le regole di un Consiglio Comunale.
So che qualcuno storcerà la bocca, perché ormai si è abituato ad affidare alle procure la determinazione del “giusto” e del “vero”.
Ebbene, non è così. Personalmente, non ho alcun bisogno di una sentenza in giudicato per dare una condanna politica su un’amministrazione (vedi Bassolino in Campania…). Al tempo stesso penso che compiacersi e specchiarsi nel proprio ruolo sia sbagliato: una tentazione purtroppo comune sia ai politici che ai Pm.
Torniamo alla questione posta all’inizio: la decisione della Procura (che da indiscrezioni di stampa pare voglia aprire un fascicolo) è senz’altro legittima ma ci sembra, in tutta franchezza, anche inopportuna.
Non c’è alcun reato nel comportamento di Castaldini: è tutto legale e alla luce del sole. E’ la scelta politica a monte di quel regolamento che è sbagliata. Dunque cosa vuole scoprire la Procura? Che i politici si sono rimborsati appuntamenti di partito con soldi pubblici? E’ così. E non da ora, non c’è bisogno di leggerlo sui giornali per scoprirlo.
Paolo Soglia


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