Dormitorio Rostom. Tagli al personale o salasso per il Comune di Bologna?
Bologna, 22 ago. – Doveva essere un bando ordinario, di quelli che nemmeno si notano, e invece è diventato un grattacapo per il Comune di Bologna. Il Centro Rostom di via Pallavicini, struttura che si occupa di accogliere i senza casa dopo i ricoveri ospedalieri, dal primo ottobre dovrà essere gestito dalla coop Solaris di Carpi. “Una realtà di cui ancora sappiamo molto poco”, aggiunge preoccupata l’assessore al welfare Amelia Frascaroli.
La storia dell’assegnazione del centro Rostom è complicata, e mostra cosa può succedere quando i bandi vengono scritti dando troppo spazio al cosiddetto “massimo ribasso”. Il criterio economico ha infatti pesato nella gara di assegnazione del centro per il 40%, contro l’idea iniziale dell’assessorato al welfare che voleva contenere questa voce il più possibile, dandole solo un 20% sul punteggio totale. Invece le cose sono andate diversamente, e nella stesura finale il 20 è diventato 40. “Purtroppo – spiega Frascaroli – a prevalere è stata la logica del massimo ribasso, e non sarebbe mai dovuto succedere nel settore dei servizi sociali. Chi ha in mano le leve economiche (il settore gare del Comune, ndr) vuole spendere il meno possile”.
Il risultato è stato che, su una base d’asta di 865mila euro, è bastato un ribasso di circa il 3% (22mila euro) per portarsi a casa un servizio delicato. A vincere, e dover dunque gestire il servizio fino ad aprile 2017, è stata la cooperativa Solaris con sede a Carpi. Secondi sono arrivati i vecchi gestori (Consorzio l’Arcolaio) e questo nonostante sia stato proprio l’Arcolaio ad avere presentato il migliore progetto tecnico, premiato col massimo del punteggio dalla commissione esaminatrice.
Subito dopo la vittoria di Solaris è arrivato il primo contrattempo. Tant’è che fino al 30 settembre il servizio resterà in mano al vecchio gestore, “perché Solaris ci ha spiegato di non essere pronta a rilevare subito il centro”, sintetizza Frascaroli. La determina dirigenziale del Comune è in realtà molto cauta, e parla della “necessità (per Solaris, ndr) di avere il tempo necessario per i dovuti incontri con il personale stesso, le organizzazioni sindacali di riferimento”.
Frascaroli comunque mette già le mani avanti: “Se il servizio non sarà di qualità e non rispetterà le indicazioni del comune allora i nuovi gestori andranno a casa“.
Per ora Comune e coop Solaris stanno ragionando sulla questione occupazionale. Nel centro Rostom lavorano 14 persone, compresi ex utenti del servizio. Solaris si è impegnata a non lasciare nessuno a casa ma non si sa ancora se cambierà qualcosa dal punto di vista contrattuale e degli stipendi. Una situazione che Frascaroli definisce “problematica“. Tanto problematica che, ancora prima dell’arrivo del nuovo gestore, l’assessore già parla di un’eventuale rescissione del contratto in caso di inadempienze. “Hanno vinto con un’offerta al ribasso – dice Frascaroli – Ora dovranno dimostrarci di poter gestire il servizio. Altrimenti andranno a casa”.



