Quel che resta del Motor Show

6 ott. – «Un ritorno alle origini». Il Motor Show 2009 taglia giornate, metri quadri ed espositori ma non rinuncia alla piazza di Bologna. Promotor, Bologna Fiere e Regione hanno fatto tutto il possibile per non cancellare l’edizione 2009, trasformandola in uno spettacolo dedicato al pubblico, fatto di personaggi e competizione. Le sforbiciate sono dovute alle rinunce da parte dei produttori di auto. Dopo il forfait di Fiat, l’effetto domino ha fatto fuori una ad una tutte le case automobilistiche, anche quelle che, dopo le «condizioni commerciali straordinarie» offerte dalla Promotor, avevano inizialmente prospettato l’adesione. Invece no, le auto ci saranno, ma solo su pista.

Promotor per l’edizione 2009 investe tutto sullo spettacolo, con la presenza di piloti, veicoli (a cominciare dalla Ferrari), competizioni. «I saloni dell’auto sono messi a dura prova dalla crisi del settore» – afferma Giada Michetti, amministratore delegato di Gl Events (che ha comprato Promotor da Cazzola). Michetti non nega che la lotta senza esclusione di colpi tra quartieri fieristici italiani «non ci abbia penalizzato». Ma le voci di uno spostamento dell’evento a Milano sono «soltanto fantasie della stampa, che non ci ha aiutato».

A dare una spinta decisiva per evitare la chiusura del Motor Show è stata invece Bologna Fiere, con condizioni vantaggiose e accordi con Promotor per contenere i prezzi (il biglietto dovrebbe costare la metà dell’anno scorso). Michetti ha ringraziato le istituzioni, in primis la Regione (il presidente Errani e l’assessore alle attività produttive Campagnoli) e poi il nuovo sindaco, non senza scoccare una frecciata nei confronti di Cofferati («Il vecchio sindaco non aveva la patente ed era appassionato di musica, forse il Motor Show non gli interessava»). Rinunciare all’expo, che secondo le stime di Nomisma ha ricadute per circa 100 milioni di euro sulla città, sarebbe costato troppo caro.
Il Salone sarà quindi allestito dal 4 all’8 dicembre (inizialmente si era fissato dal 5 al 13), i padiglioni saranno sette. La svolta è dichiarata: «in futuro», afferma Michetti «il Motor Show diventerà il più grande parco tematico sui motori». E l’alleanza con Imola e l’autodromo è una prospettiva non troppo lontana.

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