Le condizioni igienico-sanitarie dei detenuti nel carcere della Dozza devono essere controllate urgentemente. Lo dice la Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Bologna avvocato Desi Bruno che mette in allerta le autorità competenti davanti alla situazione ”drammatica” in cui si trova il carcere.
Il sovraffollamento cronico del penitenziario ha raggiunto livelli insostenibili: i detenuti sono oramai 1200 a fronte di una capienza regolamentare di 400 e tollerabile di 750 detenuti. Quattro persone sono costrette a stare in celle da 9 metri quadri mentre nella struttura molte docce sono impraticabili per mancanza di acqua calda e le pareti ammuffite.
L’avvocato spiega anche perché l’elevato numero di ingressi al carcere è responsabile di una situazione di ”emergenza sanitaria”. ”Nel reparto infermeria una sezione che prima conteneva 40 persone adesso ne contiene 115 con punte di 125”. Lo screening infettivologico che era previsto per i nuovi arrivati -con permanenza in un apposita struttura- adesso per l’elevato numero di ingressi non può essere realizzato. Il numero dei detenuti tossicodipendenti oscilla tra il 20% e il 30%. Mancano inoltre opportunità lavorative e questo fa si che i prigionieri passino 20-22 ore in una cella di pochi metri divisa con gli altri.
