13 lug. – Salvo imprevisti dell’ultima ora Ilaria Giorgetti dovrebbe farcela e, nella terza ed ultima votazione possibile, diventerà presidente del Quartiere Santo Stefano, l’unico in cui il centrodestra ha ottenuto la maggioranza. Dopo quasi un mese rientra la fronda tutta interna al pdl bolognese guidata dal consigliere comunale ed ex candidato vice-sindaco Lorenzo Tomassini, e che per due volte aveva bloccato l’elezione della Giorgetti alla presidenza.
Tomassini è stato, insieme ai fedelissimi Mario De Dominicis e Simone Alcione, per ben due volte a Roma dove ha ricevuto “precise garanzie sulle regole” e per questo ha deciso di interrompere la battaglia. La ‘fronda’ chiedeva regole certe e trasparenti per la scelta dei rappresentanti politici e dai vertici nazionali del partito pare sia arrivata l’assicurazione che anche i berlusconiani adotteranno, in futuro, lo strumento delle primarie per la selezione della classe dirigente.
Se Tomassini e i ribelli interrompono la battaglia, che poteva rischiare di riportare alle urne gli elettori del quartiere, non ci stanno ad abbandonare la guerra. E gli obiettivi della loro campagna sono i vertici locali del partito, accusati di non aver saputo gestire una fase politica che, per via delle difficoltà nel centrosinistra, poteva e doveva portare a risultati migliori alle scorse elezioni. Cosa che invece non è stata. Tomassini nomi non li fa, ma il pensiero va al coordinatore regionale Filippo Berselli, che nelle scorse settimane aveva minacciato di espulsione i ribelli, e a quello cittadino Fabio Garagnani. L’invito di Tomassini ai vertici locali del partito è esplicito: “Si faccia autocritica, anche se non mi aspetto molte mani alzate“.
Venerdì alle 8.30 si terrà il prossimo consiglio del quartiere Santo Stefano.

