Il 13 settembre Virginio Merola sarà a Roma, convocato da Enzo Bianco, capogruppo del Pd in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Insieme agli altri sindaci del pd porterà le sue osservazioni sulla città metropolitana, in vista dell’esame del disegno di legge che potrebbe farla diventare realtà.
Il futuro delle province è un tema caldo anche all’interno del pd, con la scelta di astenersi sulla proposta di legge Idv che ne proponeva l’abolizione. A livello locale le idee del sindaco Virginio Merola sembrano cozzare con quelle della presidente di Palazzo Malvezzi Beatrice Draghetti e la decisione di dare il via libera ad una nuova sede da 31 milioni di euro non ha fatto altro che alzare il livello delle polemiche.
Il mantra che usa il Pd per stemperare il clima è sempre quello, “abbiamo una nostra proposta: riorganizzazione delle competenze e razionalizzazione”. La deputata Donata Lenzi, firmataria insieme ad altri 21 colleghi della proposta di legge per la modifica dell’articolo 133 della Costituzione, difende la scelta del partito di astenersi, nel luglio scorso, sulla proposta presentata dall’Idv. Per Lenzi era un provvedimento demagogico che non portava a risparmi reali.
“Noi siamo per l’idea che le Province possano avere ancora una utilità nelle materie di loro competenza – dice Lenzi – che sono le strade, l’ambiente, i trasporti, la gestione dei servizi per l’impiego e le scuole superiori“. L’idea del Pd è di ridurre il numero delle Province, negli ultimi anni giunte a quota 110, riportandole intorno alle 80 unità e dare vita alle città metropolitane così come prospettate nella legge 142/1990.
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Lenzi non è d’accordo con la proposta avanzata nelle scorse settimane dal sindaco di Bologna Virginio Merola di una “Federazione di città“, una sorta di versione soft di città metropolitana. Per la deputata Pd, ex consigliera comunale a palazzo d’Accursio, non essendovi l’elezione diretta di un “sindaco metropolitano” verrebbero meno i poteri esecutivi e di conseguenza la capacità dell’istituzione di prendere decisioni. Per questo, secondo Lenzi, la proposta di Merola non sarebbe “praticabile” alla luce delle leggi.
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