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Bologna, 2 gen. – Liquidata la Provincia ora saranno le tesorerie dei Comuni a dover fare da garante per il protocollo anti sfratti, in vigore dal 1 dicembre per i casi di “morosità incolpevole“. I fondi, regionali, coprono fino al 90% della morosità e fino a 8mila euro per i Comuni ad “alta tensioni abitativa”, 3mila per gli altri.
Potrebbe esserci qualche problema per i Comuni più piccoli, spiega Mauro Colombarini del Sunia, perché mancano le procedure, oliate invece per la Provincia. Alcuni Comuni si rivolgono già al sindacato inquilini e agli ex tecnici della Provincia, proprio per capire come fare a gestire quei fondi.
Saranno invece un centinaio le famiglie che nella provincia di Bologna perdono la copertura del blocco antisfratto, non rinnovato nel Milleproroghe. Si tratta di casi di sfratti per fine locazione e con condizioni di particolare emergenza, con redditi bassi e a carico bambini, disabili o anziani. Sono 30mila le famiglie coinvolte a livello nazionale.
Nel bolognese quindi si tratta di una cifra relativamente piccola, ma di situazione di una certa gravità, che vanno a peggiorare la situazione già critica dell’assistenza sociale. “In questo modo l’esecutività dello sfratto veniva congelata- dice Mauro Colombarini, segretario provinciale del Sunia di Bologna- e si avviava un percorso d”assegnazione di un alloggio pubblico. Nel frattempo, però, la famiglia non finiva per strada”.
Secondo Colombarini il 2014 è stato un anno “terribile” e, fatta salva la speranza, non ci sono segnali per pensare che il 2015 possa andare meglio.
Per ora gli interventi messi in campo per tamponare questa situazione si riducono al protocollo per l’emergenza abitativa siglato in Prefettura dall’assessore al Welfare Amelia Frascaroli e da Ausl, Acer e Asp. E che prevede, in via sperimentale, la messa a disposizione da parte dell”Ausl di Bologna di alcuni immobili inutilizzati per chi è stato sfrattato. “In attesa che arrivino i soldi promessi dal piano-casa – dice Colombarini- dobbiamo fare con quello che c’è. Una cosa utile è ridurre i tempi d’attesa per le liste Erp, l’edilizia residenziale pubblica, e cercare di aggiornare rapidamente la graduatoria in base alla situazione delle persone. In questo modo si potrebbero assegnare gli alloggi più velocemente”.

