7 mag. – Una trentina di commercianti, in rappresentanza del centinaio arrivati in corteo a Palazzo D’Accursio, hanno bloccato per un’ora il Consiglio comunale con grida, striscioni e qualche insulto. Chiedono alla giunta un passo indietro su Sirio acceso al sabato. Incassano un incontro col sindaco – che oggi era a Roma per un incontro dell’Anci – entro il 12 maggio, data del primo T-day, quando le vie Ugo Bassi, Rizzoli e la parte alta di Indipendenza saranno dedicate ai soli pedoni.
I consiglieri comunali si sono presi dei «buffoni»; il capogruppo del Pd Sergio Lo Giudice è stato apostrofato con un «vai a parlare con Vendola, tu», un probabile riferimento alla comune militanza nel movimento omosessuale.
«Il sabato si lavora, si gioca la domenica», ha detto Sergio Ferrari di Confesercenti, che, insieme a Enrico Postacchini dell’Ascolm, ha guidato un piccolo corteo lungo lo scalone del palazzo comunale. Gli esercenti sono da sempre convinti che chiudere il centro alle auto private nella giornata di sabato farà crollare le vendite.
Proprio oggi è stato diffuso il rapporto periodico della Camera di Commercio sulle vendite al dettaglio. In città negli ultimi tre mesi del 2011 sono calate del 3,3%, «il peggiore risultato dopo il biennio di crisi».
Gli artigiani della Cna di Bologna, favorevoli al provvedimento comunale, lanciano un appello perché il Comune e i commercianti trovino «un punto di incontro».

