25 mag. – Verso le 11 di questa mattina Palazzo d’Accursio è stato invaso da una quarantina di attivisti di associazioni e centri sociali, che hanno inscenato una singolare protesta contro i tagli del comune alla cultura. Il motivo della protesta è la “morte” della pecorella simbolo della rassegna Bè, Bologna Estate, il fiore all’occhiello culturale dell’amministrazione Cofferati, cancellata per mancanza di fondi. I manifestanti – accompagnati da una pecorella finta – sono stati ricevuti dal subcommissario Raffaele Ricciardi e si sono lamentati con molta ironia del fatto che quello che sembra preoccupare di più Cancellieri sia il decoro della città e il colore delle tovaglie sui tavolini dei bar invece che la cultura, punto di riferimento per Bologna.
”La cultura è un fattore di crescita per la città, portando molti soldi alle casse” hanno detto, annunciando che per quest’estate organizzeranno delle attività culturali indipendenti nel centro storico, tra piazza Santo Stefano e piazza San Francesco e nei giardini di via Filippo Re.
