Prostituzione. Sfruttate come in catena di montaggio, tre arresti

29 lug. – Sfruttavano quattro ragazze come fossero “macchine del sesso”, controllando ogni loro spostamento, quante volte andavano al bar durante il “lavoro”, quanto tempo impiegavano per una prestazione e quanti clienti riuscivano ad avere per notte. Per questo sono finite in manette tre persone di origine rumena, completamente incensurate. L’inchiesta della squadra mobile di Bologna è partita dalla testimonianza di una delle ragazze sfruttate, una 23enne rumena che è stata investita un mese fa mentre si prostituiva su di un cavalcavia in via Marco Emilio Lepido. La ragazza, dopo un mese di coma, convinta che ad investirla fosse stato un suo ex sfruttatore, ha iniziato a parlare con la polizia.

In manette sono finiti Florea Gradinaru, Constantin Claudiu Ghibusi e Ionel Iustinian Stanculescu che sfuttavano le loro vittime in maniera molto dura. Durante le intercettazioni è emerso come tra di loro gli sfruttattori parlassero delle ragazze come di “macchine” per fare soldi. Tre delle ragazze sfruttate, con un’età compresa tra i 23 e i 29 anni, sono di origine rumena mentre una è italiana. Quest’ultima, con problemi di tossicodipendenza, è rimasta agli ordini del gruppo per poco tempo. Di lei dicevano gli arrestati “è una macchina del sesso, ha fatto 600 euro in due ore“. E per questo, perché rendesse sempre di più, la rifornivano di dosi per farla “sballare”.

Ascolta la dottoressa Elena Ceria che guida la sezione prostituzione della Squadra mobile.

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