Prostituzione. “I clienti offrono di più per rapporti non protetti”

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29 ago. – “I clienti offrono di più per avere rapporti senza protezioni” e “in questo periodo di crisi e di precarietà generale è chiaro che di fronte ad una proposta del genere è facile trovare la persona che si offre senza protezione”. Questo, secondo Porpora Marcasciano che dal 1994 con il Mit partecipa al progetto della Regione Oltre la strada, succede soprattutto con persone “non professioniste”, che sono sulla strada perché costrette da qualcuno o dalla povertà. Marcasciano non vuole sentire parlare di “untrici”, anche nel caso della giovane prostituta romena fermata dai Carabinieri perché pur sapendo di essere sieropositiva all’Hiv continuava ad avere rapporti non protetti. “Sono i clienti che lo chiedono”.

“Via Luna”, il progetto che il Mit porta avanti insieme all’associazione Via libera, mira alla riduzione del danno: attraverso il contatto diretto con le sex workers, le operatrici e gli operatori fanno prevenzione e informazione sulla trasmissione delle malattie sessualmente trasmissibili. Ma l’informazione delle lavoratrici e la distribuzione dei preservativi non bastano, bisogna agire sui “clienti” dice Marcasciano che sta studiando progetti per contattarli.

Marcasciano denuncia tutte le difficoltà di un progetto portato avanti a “singhiozzo“. Molto è cambiato dagli anni Novanta, quando Bologna era all’avanguardia in Italia e in Europa per questo tipo di assistenza: progressivi tagli e la diminuzione dell’interesse da parte degli amministratori comunali hanno portato ad un peggioramento del servizio. Al punto da comprometterne l’efficacia: “Un intervento che dura un mese, poi si ferma per un altro, poi riprende per altri tre e si ferma per altri due, non dà i risultati di una continuità” dice Marcasciano.

Riaprire le case chiuse per prevenire il ripetersi di casi come quello della giovane prostituta romena, come ha proposto l’assessore al commercio Nadia Monti, è la “risposta più facile ma sarebbe la peggiore” perché “sposterebbe i fenomeni al chiuso e li renderebbe non accessibili agli operatori”.

La foto è di Steve Rhodes

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