Progetto Bartleby, un nuovo spazio occupato

25 mar. – Nuovo spazio occupato da una cinquantina di studenti e ricercatori precari dell’università: è uno stabile di tre piani in Via Capo di Lucca 30. Da questa mattina si chiama “Progetto Bartleby”, dal nome dell’impiegato silenzioso e ribelle di un racconto di Melville.
I tre piani sono di proprietà dell’Alma Mater, ma inutilizzati. “Bartleby è costruzione di sapere, Bartleby è una piega dell’Onda“, così c’era scritto sui manifesti che i ragazzi hanno attaccato sui muri della zona universitaria poco dopo l’occupazione. “Da tempo chiedevamo uno spazio per realizzare laboratori” – dicevano questa mattina i ragazzi – “ma l’Università sembrava non ascoltarci”. La prorettrice Paola Monari nel pomeriggio ha incontrato gli studenti e ha reso nota la denuncia che l’Alma Mater ha fatto alla Procura e alla Prefettura di Bologna. “L’edificio è inagibile, aperto solo ai muratori che lo stanno ristrutturando, non possono stare lì” ha spiegato Monari “affermando che l’Ateneo non vuole usare metodi coercitivi e che la notifica del fatto ha “l’obiettivo di liberare l’Università da ogni responsabilita”
Gli studenti sono entrati nello stabile attraverso una scala appoggiata alla cancellata verso le 9,30, subito dopo hanno oscurato con la vernice le telecamere di sorveglianza della palazzina.
L’Università di Bologna ha comprato l’edificio 7 anni fa dalla Telecom. In questo periodo il luogo è rimasto inutilizzato perché l’ateneo non ha trovato i fondi per la ristrutturazione. I lavori infatti sono cominciati solo 8 mesi fa, per questo motivo lo stabile si presentava oggi pulito e in buone condizioni.
Gli studenti e i ricercatori dell’Onda hanno annunciato le prossime iniziative che si svolgeranno allo spazio Bartleby, domani, giovedì 26 marzo, a partire dalle 18 ci sarà un aperitivo e dj set, nel weekend anche concerti e reading.

Foto di Roberto Serra/Iguana Press

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