Profughi. A Sasso Marconi fioccano multe Tper

Bologna, 25 ago. – I migranti ospitati a Villa Angeli, nel Comune di Sasso Marconi, stanno collezionando decine di multe sui bus Tper. Con un “pocket money” di 2 euro e 50 al giorno, i 72 ospiti del centro non stanno comprando i biglietti del bus, e nemmeno gli abbonamenti. Difficile, per chi in un mese arriva a raccimolare un minireddito di 75 euro, spenderne 28 per un abbonamento urbano o 38 per un extraurbano, considerando che i loro spostamenti sono quasi tutti su Bologna. E così, quando tornano nel centro di accoglienza aperto per rispondere alle esigenze dell’operazione Mare Nostrum, i migranti – quasi tutti giovanissimi e poco sopra i 18 anni – mostrano agli operatori del centro di Villa Angeli le multe. C’è chi non ci pensa più di tanto, chi invece è preoccupatissimo, perché ha paura di vedere compromessa la propria richiesta di protezione internazionale, chi si sforza di comprare almeno un biglietto tra andata e ritorno, ma le multe le ha prese comunque. Quello che è certo e che nessuno quelle multe le sta pagando. E che quelle multe, inevitabilmente, si trasformeranno in cartelle esattoriali.

Una situazione del genere si è già verificata nel 2011 a Bologna, quando in città arrivavano i profughi per la cosiddetta Emergenza Nord Africa. Uno di loro, Miled, in pochi mesi collezionò 7 multe. Ottanta euro a contravvenzione che in meno di tre anni sono diventati 1750.  “Le multe le prendevano tutti i profughi ospitati in città”, ci ha spiegato Lamine, originario della Tunisia e arrivato in Italia attraversando il Mediterraneo nel 2011. Un problema che a Bologna è stato risolto già dall’agosto 2011, utilizzando le norme regionali che prevedono la concessione di abbonamenti annuali agevolati ai “richiedenti protezione internazionale (richiedenti asilo), ai rifugiati e alle persone in possesso di status di protezione sussidiaria”. Un aiuto importante, perché da 400 euro si passa a 150 per un abbonamento di 12 mesi. Il Comune di Bologna ha poi deciso di mettere di tasca proprio i soldi in caso di persone con in sospeso una richiesta di protezione internazionale. Un modo per garantire da subito la mobilità a chi è appena arrivato in città e non ha nessuna forma di reddito. E’ il caso, ad esempio, degli ospiti di villa Aldini, tutti con abbonamento annuale.

A giugno la consigliera regionale dell’Udc Silvia Noè ha presentato un’interrogazione scritta (qui la versione pdf) dove, tra le altre cose, si chiedeva se la Giunta non stesse preparando provvedimenti per risolvere il problema e garantire ai profughi la mobilità sul territorio.

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