10 nov. – “Come profugo sono una spesa, come cittadino sono una risorsa” recitava uno dei cartelli della manifestazione dei profughi dalla Libia a Bologna. I migranti hanno chiesto a gran voce di uscire dalla precarietà dell’ospitalità d’emergenza del Piano Nordafrica, di ottenere un permesso di soggiorno con il quale ricominciare, in Italia o altrove. Sono alcune centinaia le persone che hanno risposto all’appello lanciato dall’assemblea che si è svolta martedì scorso nella struttura dei Prati di Caprara, 130 di loro sono i migranti africani che vivono in quel luogo da un anno e mezzo, a cui si sono aggiunti una cinquantina di rifugiati ospitati a Reggio Emilia e un centinaio di cittadini solidali.
In testa al corteo ,che è partito alle 14 in piazza XX settembre, i migranti reggevano lo striscione “Rights, dignity, future. Bologna città di tutt*”, con loro gli attivisti del centro sociale Tpo e uno striscione dell’associazione sportiva Uisp. La manifestazione è passata per piazza Nettuno, via Rizzoli, via Castiglione e via Farini per passare sotto la Prefettura e, infine, tornare in piazza Maggiore di fronte a Palazzo d’Accursio. I rifugiati, con l’avvicinarsi dell’inverno, chiedono l’intervento del Comune per migliorare la situazione nella struttura dei Prati di Caprara dove io migranti vivono senza riscaldamento né acqua calda.

