Bologna, 8 mag. – Quattrocentoventi in Emilia-Romagna, un centinaio a Bologna. A breve sotto le Due Torri arriveranno circa 100 profughi provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente. Ad accoglierli in città ci sarà un centro di smistamento e assistenza, poi saranno suddivisi in piccoli gruppi e distribuiti sul territorio cittadino. “Chi avrà il diritto d’asilo sarà indirizzato verso le strutture di competenza, altrimenti gli sarà fornito un permesso temporaneo”, spiega il sindaco di Bologna Virginio Merola. L’idea di Palazzo d’Accursio è quella di riqualificare il Cie di via Mattei, rendendolo un centro in grado di accogliere i nuovi arrivati. Per farlo però serve del tempo e l’accordo del governo, visto che la struttura è di proprietà del Ministero dell’interno.
Ora, spiega Merola, i sindaci e i prefetti faranno le ripartizioni in fretta in modo da sapere precisamente quante persone saranno accolte e dove. Il primo cittadino, invitando tutta la popolazione a “evitare allarmi”, anche perché i tetti stabiliti “non saranno superati”. Resta il problema del finanziamento dell’accoglienza e del potenziamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). “La gestione dei nuovi arrivi è coordinato a livello nazionale – ha spiegato Merola – e il governo ha già preso impegni per i finanziamenti”.
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