Prodi impallinato per il Quirinale, la delusione del Pd emiliano

19 par.- Delusione a Bologna per la mancata elezione di Romano Prodi che è rimasto inchiodato a 395 voti, 100 in meno rispetto a quelli che sarebbero serviti. Il segretario regionale Stefano Bonaccini ammette: “Provo sconcerto. Questa mattina l’assemblea dei deputati Pd aveva votato all’unanimità la proposta di Prodi, senza contrari, né astenuti. E’ legittimo esprimere apertamente dubbi o aperto dissenso, ma irresponsabile nascondersi per poi colpire”. In mattinata la convergenza del Pd sul suo nome aveva fatto dire al segretario provinciale Raffaele Donini: “Inizia un’epoca nuova”, a sera lo stesso Donini ha detto “Sono esterefatto, siamo feriti”. Nel pomeriggio, quasi come un monito, l’assessore Amelia Frascaroli da sempre vicina al Professore aveva scritto su Facebook: “Se il Pd oggi sbaglia anche questo passaggio, l’Italia rimarrà orfana della sinistra ed essa continuerà a rimanere ostaggio della sua peggiore storia”.

Diversi parlamentari hanno commentato dopo la fumata nera utilizzando Facebook. E il segretario dei Giovani Democratici Alberto Aitini ha lanciato l’appuntamento al circolo Passepartout di via Galliera: “Questo non è il nostro Pd”.

Abbiamo intervistato a caldo la senatrice bolognese Rita Ghedini. Le abbiamo chiesto se Rodotà rimane l’unica opzione: “Il probema è che io non sono affatto certa che sia una strada che tutto il Pd possa seguire e quindi non è una strada”.

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