Procura. Il giovane di Zola è morto per una disgrazia

3 lug. – Il 13enne morto l’altro ieri all’ospedale Maggiore in seguito alla caduta dal tetto di una scuola a Zola Predosa non era salito lassù per fare “parkour”. Lo hanno appurato le indagini e oggi, nella giornata dei funerali, la Procura lo rende noto. Insomma, è stata una disgrazia. Così, del resto, aveva dichiarato ai Carabinieri anche il ragazzino testimone dell’incidente, affermando che il giovane era inciampato e aveva sbattuto contro un lucernario, rompendolo e precipitando all’interno ell’edificio.
Il pm Valter Giovannini aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo, unicamente allo scopo di portare avanti tutti gli accertamenti sulla dinamica. Ora che le indagini sono prossime alla conclusione, dalla Procura fanno sapere che “non è emerso in alcun modo che il 13enne stesse facendo parkour”.

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