Due anni e mezzo fa è stato accusato di aver picchiato e stuprato una ragazzina di 13 anni durante un cosiddetto rito maya. Oggi è stato assolto con rito abbreviato dal Tribunale di Bologna, perché il fatto non sussiste. Per l’uomo, 41anni, guardia giurata, la pm Gabriella Tavano aveva chiesto 9 anni di carcere. Secondo l’accusa, aveva convinto un’amica conosciuta in chat ad affidargli la figlia per compiere un rito propiziatorio che avrebbe aiutato la madre a ottenere una casa popolare. Sarebbe stata una scusa per abusare della ragazzina. Lui ha sempre negato sia i riti che il rapporto sessuale. Negli interrogatori la 13enne è caduta in diverse contraddizioni che hanno minato la sua credibilità e non ci sono stati riscontri oggettivi dei suoi racconti, fatti 5 mesi dopo la presunta relazione, da lei datata all’ottobre 2005. L’uomo aveva trascorso un paio di settimane in carcere, poi il Tribunale del riesame gli aveva concesso i domiciliari.
