Processi eterni, giustizia al collasso. Violenze sessuali +19%

31 gen. – Non ha più illusioni. Se nel suo discorso dell’anno scorso, arrivato a Bologna da pochi mesi, Giuliano Lucentini si augurava che «mettendo insieme le forze la giustizia si sarebbe salvata», oggi inaugurando l’anno giudiziario il presidente della Corte d’appello bolognese parla di “ottimismo eccessivo” e descrive il sistema giudiziario come prossimo al collasso. Lo smaltimento dei processi è lento, manca il personale e i tempi dei procedimenti diventano «insopportabilmente lunghissimi».

Nei tribunali dell’Emilia-Romagna tra il primo luglio 2007 e il trenta giugno 2008 il numero dei procedimenti civili iscritti è salito del 4%, attestandosi a 154.634.  In ambito civile l’aumento degli espropri (mobiliari e immobiliari) e dei fallimenti viene letto da Lucentini come «chiara espressione delle difficoltà in cui versano famiglie e imprese».

In ambito penale Lucentini ha sottolineato come i processi siamo leggermente calati di numero (-6% delle nuove iscrizioni) ma ci sia una «recrudescenza dei reati di maggiore allarme sociale»: le violenze sussuali sono aumentate del 19%, le rapine del 3%, le estorsioni del 4%, i furti dell’1,4%, i reati di pedofilia del 10% e gli omicidi colposi del 9%.

Colpisce l’aumento esponenziale delle sentenze di prescrizione, cresciute dalle 439 dello scorso anno alle 734 attuali. Una crescita dovuta alla riduzione dei tempi di prescrizione per molti reati. A giudicare dai dati, per molti reati la prescrizione scatta prima dell’arrivo in aula del procedimento.  «L’inarrestabile decorso della prescrizione – ha detto il procuratore generale della Repubblica Francesco Pintor – soffoca le aspettative di giustizia delle vittime dei reati, toglie la speranza a quegli imputati che potrebbero essere riconosciuti non colpevoli e aliena la fiducia della società civile verso la magistratura».

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