Bologna, 24 gen. – Martedì prossimo, 27 gennaio, alle scuole materne ed elementari servite da Seribo non arriveranno i pasti preparati da Seribo. E servirà portare il panino da casa. Non è un nuovo ”sciopero del pasto” (i genitori dell’Osservatorio mense ne hanno banditi due, uno prima dell’estate e l’altro in novembre in polemica con i costi e la qualità del servizio), ma l’effetto dell’assemblea sindacale convocata per la mattinata indetta dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori della società mista pubblico-privata che gestisce il servizio di refezione scolastica e che il Comune ha deciso di superare affidando tutte le pappe ai privati.
Il settore Istruzione ha quindi diramato ieri una comunicazione ai direttori di quartiere, ai presidi e al direttore dell’Istituzione per avvertire (e far sapere alle famiglie) che martedì Seribo “non fornira” i pasti per la refezione scolastica destinata alle scuole dell’infanzia e alle scuole primarie“; per le secondarie di primo grado (scuole medie, ndr) verrà invece garantito il pasto normalmente. Martedì, peraltro, è in programma il nuovo incontro tra giunta e sindacati sul superamento di Seribo, progetto su cui si registra la fortissima contrarieta” di alcune sigle a partire da Cgil e Usb. Per quanto riguarda materne ed elementari, il Comune ha già provveduto ad aggiornare il sistema di rilevazione delle presenze degli alunni sul fatto che il pasto previsto per il 27 gennaio “non deve essere né ordinato né addebitato ai genitori; per cui i genitori non devono far alcun tipo di comunicazione”; di solito, infatti, in caso di assenza dell’alunno, se le famiglie non la segnalano si vedono comunque addebitare l”importo del pasto per quella giornata.
Come per gli ”scioperi del pasto”, pero”, anche martedi” serviranno i panini. Il settore Istruzione, infatti, ricorda che in caso di sospensione del servizio di refezione per motivi sindacali, “agli alunni e” consentito consumare un pasto fornito dalla famiglia, costituito da cibi non facilmente deperibili e senza salse (esempio: panini con prosciutto, focaccia salata, biscotti secchi, pane) e da frutta di stagione”.
Intanto i genitori dell’Osservatorio Mense hanno stilato una serie di richieste riguardanti il futuro del servizio. Nove punti più una bocciatura del metodo seguito dal Comune. “L’assemblea ha deciso di opporsi nettamente ai modi e alle forme con cui la Giunta propone questo repentino cambio di rotta nella gestione della refezione scolastica. Questo non perché si era particolarmente affezionati alla gestione precedente, che per ammissione stessa della giunta è stata incapace di gestire il servizio nel migliore dei modi nell’interesse della comunità. Piuttosto l’amministrazione si è trovata ad essere più efficace come socio che non come garante della qualità del servizio, partecipando alla massimizzazione degli utili”. Resta l’ipotesi del boicottaggio di Camst, iniziatva annunciata nei giorni scorsi e che sembra farsi sempre più concreta. “I genitori richiederanno al più presto un incontro con i Soci privati”. Se l’incontro non darà i frutti sperati, e cioè se Camst e l’altro socio privato, Elior, non restituiranno come richiesto gli “utili spropositati generati dall’attuale sistema”, allora verranno predisposte” proposte di boicottaggio”. Un’eventualità che si fa sempre più probabile visto che da tempo i genitori hanno chiesto un incontro con Camst, ma senza nessuna risposta. “Le iniziative – spiega il comunicato dell’Osservatorio Mense – dovranno essere visibili a tutti i cittadini e non solo ai genitori”.

