Bologna, 25 feb. – Sel non dirà ‘no’ alla delibera che sancirà la privatizzazione di Seribo. Lo fa capire Cathy La Torre. Dopo aver stoppato nei giorni scorsi la giunta, ora La Torre incassa le prime modifiche alla delibera. “La voteremo? Se riusciremo a portare a casa un sensibile miglioramento sicuramente non voteremo contro. Se la giunta mi dimostra che l’appalto dei servizi è l’unica strada possibile e io non ho una stra alternativa – ragiona la capogruppo dei vendoliani – a quel punto io non mi sento di votare no”.
Sel attende anche di “vedere come vanno i colloqui con i sindacati” di verificare che in delibera vengano inserite “tutte le tutele necessarie” per i lavoratori, aggiunge la vendoliana: se la modifica sulle premesse e quella sull’occupazione si concretizzeranno, “come gruppo saremo disposti ad aprire un ragionamento”. Frena però Mirco Pieralisi, indipendente eletto nella fila di Sel. “Attenzione, il voto non è scontato, tanto più il mio”, dice Pieralisi.
Poi ci sono gli emendamenti alla delibera presentatati dal democratico Francesco Errani: gara da incentrare principalmente sugli aspetti qualitativi (80% all’offerta tecnica e 20% a quella economica), valorizzazione delle professionalità degli operatori oggi in Seribo, maggiori paletti sulla qualità delle materie prime (origine bio e filiera corta) e forte ruolo di controllo del Comune (il futuro servizio dovrà essere una “casa di vetro”, afferma il consigliere del Pd). “Condivido i contenuti e lo spirito delle questioni poste”, dichiara Pillati, anche se serve “qualche approfondimento” per capire come far rientrare gli emendamenti “nell’ambito delle competenze del Consiglio comunale”.
“La Giunta cambia due virgole della delibera e Sel torna nei ranghi”, attacca con violenza il grillino Massimo Bugani. “Tre titoli sui giornali in cui fingono di essere pronti a tutto, come i guerriglieri di Fidel alla Moncada, come gli uomini del subcomandante Marcos sulle montagne- incalza Bugani- e invece aspettano solo di fare due foto con i comitati e i sindacati e poi via, a cuccia, con l”osso in bocca o nel migliore dei casi raggomitolati sulle gambe del Pd a fare le fusa”. Le dichiarazioni di La Torre, intanto, oltre alle critiche del M5s attirano anche quelle dell’Altra Emilia-Romagna, che interviene con una nota del consigliere regionale Piergiovanni Alleva. “Noto una certa confusione” tra i vendoliani, scrive Alleva, “perplesso” dalla disponibilità a votare la delibera “visto che Sel era contraria alla privatizzazione”. Ora, invece, Sel “pare disposta ad accettarla in cambio di presunte modifiche migliorative. Mi sembra una piroetta incomprensibile”, attacca il consigliere regionale. “Per parte mia, sono impaziente di incontrare i lavoratori di Seribo che mi hanno chiesto un colloquio- conclude Alleva- perché per esperienza so che attraverso il loro punto di vista si viene sempre a conoscere la verita” sul merito vero dei problemi”.
Al momento, invece, resta confermato per il 2 lo sciopero dei dipendenti di Seribo, con manifestazione a Palazzo D’Accursio.

