Primo confronto fra Cazzola e Delbono


13 giu. – Alfredo Cazzola e Flavio Delbono sono stati intervistati insieme questa mattina dai giornalisti dell’agenzia di stampa “Dire”. Per due ore hanno risposto a domande sui loro progetti per Bologna e alle richieste di valutazioni sull’operato dell’amministrazione uscente.

Il confronto, durato due ore, è partito con una posizione di accordo sulla figura di Marco Tutino, il sovrintendente del Teatro comunale scelto da Sergio Cofferati, il sindaco appassionato di lirica: «Ci devo pensare», risponde Delbono a chi gli chiede se lo confermerebbe; «Non sono in grado di giudicare l’azione di Tutino», risponde Cazzola riservandosi di pensarci, ma sottolineando la situazione finanziaria «disastrosa» della Fondazione teatrale di cui il sindaco di Bologna è anche presidente.


Mentre il confronto era in corso, è arrivata la notizia della scelta di Guazzaloca di dirottare i propri elettori su Cazzola, al secondo turno, pur senza apparentare la propria lista a quelle che sostengono l’ex imprenditore. Una scelta che non soprende i due candidati: Cazzola, piccato perché l’ex sindaco l’ha definito «non adatto per il ruolo che si prefigge», risponde: «Non posso altro che ringraziare di quanto comunica, benché non sia d’accordo con lui sul fatto di non essere in grado di governare la città». Un eventuale allargamento della giunta ai guazzalochiani non sembra nelle sue intenzioni: «Nessuno mi ha chiesto nulla né io sono andato a offrire nulla», spiega il candidato. Delbono parla di «un’alleanza contro, e non per fiducia nel candidato», non basata sui programmi – «perché i programmi erano chiaramente diversi», e di un’«ammucchiata» – usando un’espressione con cui il suo avversario aveva definito lo schieramento di centrosinistra.

Richiesto di cosa debba avere ben presente un elettore per non tracciare la croce sul nome del suo avversario, Delbono risponde: «La totale inesperienza amministrativa pubblica». Cazzola rovescia la frittata: «Basta soltanto ricordare le esperienze amministrative che avuto».

Quando le domande si spostano sul tema delle infrastrutture e della viabilità, le visioni sono decisamente differenti. Delbono è pronto a cambiare il tracciato del Civis, per evitare che il tram passi nelle vie più strette del centro, e definisce «assolutamente inutile il passaggio in via Riva Reno». Cazzola, invece, mette in discussione l’intera opera, convinto che sia possibile sedersi a un tavolo con le ditte realizzatrici (Fiat e Coop costruzioni) per scongiurare le penali e dirottare gli investimenti su altro. «Sarebbe irresponsabile azzerare tutto», replica Delbono, che conta un 30% di opere già realizzate e quindi irrecuperabili al di fuori del progetto per il tram su gomma.

Sulla metrotramvia, Delbono ha intenzione di schiacciare l’acceleratore: se il via libera non arriverà entro un «termine ragionevole», ha detto, è pronto a chiedere al governo di spostare almeno una parte dei soldi già stanziati per l’opera (a oggi circa 200 milioni) per infrastrutture che abbiano la stessa funzione, per esempio il People Mover, per il quale è stato approvato il tracciato che collegherà Aeroporto e Stazione – e che Delbono vorrebbe prolungare fino alla Bolognina. «Vorrei sapere come mai i finanziamenti per il metrò sono finiti a Parma», lo incalza Cazzola, accusando la giunta regionale, di cui Delbono ha fatto parte fino a pochi mesi fa, di aver avuto «una posizione imbarazzante contro gli interessi della nostra città», quando fece ricorso alla Corte costituzionale contro il progetto di metropolitana di Guazzaloca. «E’ successo che ci sono le leggi», ha risposto Delbono.

Se Delbono diventerà sindaco, Sirio rimarrà acceso tutti i giorni dalle 8 alle 20, tranne il sabato. Non per sempre, però: l’utilizzo dei vigili elettronici, secondo il piddino, «in futuro deve essere coerente con quello che sarà in prospettiva il piano del traffico della città». Al contrario, un’amministrazione guidata da Cazzola metterebbe subito mano alle regole di ingresso nella Zona traffico limitato e il candidato non si scandalizza alla richiesta dei commercianti di Ascom di anticipare lo spegnimento di Sirio alle ore 18.

I due candidati si sono espressi sulle nomine degli amministratori nelle società partecipate dal Comune. Cazzola li cambierebbe tutti, a partire da Francesco Sutti, presidente di Atc, che ha firmato “il manifesto degli 80”, stilato da Max Bergami di Bologna 2014, la lista civica che ha appoggiato Delbono. «Valuterei caso per caso», dichiara invece quest’ultimo, convinto che non si possa mandare a casa tutti i manager né confermarli tutti. E ribadisce la necessità di fare gli “indirizzi” per le nomine, «per indicare ai rappresentanti di un ente quali sono le priorità e le strategie che dovrebbero seguire» nei consigli di amministrazione a cui saranno stati destinati.


Entrambi gli aspiranti sindaco promettono che, subito dopo il voto, renderanno pubbliche le spese per le rispettive campagne elettorali. Cazzola ha già fatto i conti: ha speso 1 milione e 100 mila euro ed è convinto che anche l’avversario abbia tirato fuori più o meno la stessa somma. Per ora Delbono ha spiegato che i suoi fondi vengono tutti da «autofinanziamento, cene elettorali, raccolte fatte da persone fisiche».

Infine, Cazzola ha accusato Delbono di aver usato illegalmente l’argomento dell’“anatra zoppa”: «La legge impone di non comunicare all’elettorato di avere la maggioranza in Consiglio finché i voti non sono omologati», ha detto il candidato sostenuto da PdL e Lega riferendosi al fatto che i risultati delle urne sono ancora formalmente «provvisori». La precisazione è stata accettata da Delbono, che a quel punto, parlando della propria coalizione, ha adottato la formula: «che probabilmente ha già la maggioranza in Consiglio».

Pictures by Noemi Bisio

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