Primaristi divisi sul futuro del modello bolognese dei nidi

10 dic. – “Non toccherei il valore e la preziosità del modello dei nidi bolognesi come patrimonio pubblico” perché quella dagli 0 ai 3 anni “è una fascia d’età troppo delicata“. La pensa così Amelia Frascaroli, una dei candidati alle primarie del centrosinistra, rispetto alla discussione innescata dalla proposta del Pd di potenziare il sistema integrato pubblico/privato per gli asili nido. Per Frascaroli bisogna “salvaguardare al massimo il modello esistente e proseguire con inventiva e creatività rispetto ai diversi bisogni delle famiglie e della città”. La tassa d’iscrizione alle scuole materne comunali, una delle misure annunciate dal commissario Anna Maria Cancellieri, è una misura che la candidata invece “rivedrebbe” se diventasse sindaco

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Per Virginio Merola, candidato del Pd alle primarie, bisogna partire dal fatto che “i tagli sono colpa del Governo”. La sua è però una posizione più aperta al servizio integrato. E’ necessario “non dividersi e riprogettare il sistema assieme ai lavoratori del Comune e a quelli delle cooperative” spiega Merola e aggiunge “non si tratta di privatizzare ma di avere un Comune che dia le regole per tutti e che cerchi di allargare l’offerta per i genitori e per i bambini”. Il candidato ha inoltre confermato che, in caso la tassa d’iscrizione alle scuole materne comunali diventi realtà, la sua prima delibera in caso di elezione a sindaco avrebbe l’obiettivo di cancellarla.

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Benedetto Zacchiroli pensa che “non potrebbe decidere da solo” e avrebbe bisogno di “una consultazione ampia”. C’è bisogno per Zacchiroli di uno sguardo lungo sul futuro perché è necessaria “una rivoluzione strutturale sul welfare”.

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