6 nov. – Non è una discesa in campo ufficiale ma ci manca poco. Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria, in un lungo intervento pubblicato sul suo sito, dal titolo suggestivo “Per Bologna”, sembra rompere gli indugi. “Valuterò seriamente il modo migliore per offrire un contributo anche personale alla imminente fase politica” scrive Segrè.
Parla di “senso di smarrimento” della città davanti alla crisi economica e della necessità di un “rilancio della politica per reggere le sfide del futuro ed offrire soprattutto alle giovani generazioni – già da subito perché il futuro è adesso – nuove speranze di sviluppo, nuove opportunità, nuovi diritti“. Esprime apprezzamento per il Partito Democratico e “per lo sforzo che sta sta producendo per rimettere se stesso, ma soprattutto la politica, in sintonia con la città“. E sulle primarie, Segrè si dice d’accordo con il segretario democratico, Raffaele Donini: sono “un’occasione per chiedere al Partito ed alla città di misurarsi con i contenuti di governo in modo trasparente e coinvolgente“.
“Cultura e innovazione, solidarietà e sostenibilità” sono i temi che stanno a cuore al “professore-giardiniere” che a volte sfiora il tono profetico: “La via è segnata: basta solo volerla vedere. Una città nuova dove saremo capaci di sostituire, quando serve, il denaro (mercato) con l’atto del donare, e non soltanto perché si tratta di un anagramma: il dono porta alla relazione e alla reciprocità“.
C’è tanta ‘teoria della decrescita’ nelle parole di Segrè: “Riconversione ecologica della nostra città, che porti nuovo lavoro e nuovi consumi in un benessere diffuso: un’economia e una società concretamente verde, che si diffonda oltre al nostro generoso territorio proiettandosi in Europa, con un “eco” reale e non virtuale“.
Alla fine del suo intervento, il professor Segrè sembra tirare per la giacca il Pd, che domani riunirà l’esecutivo e lunedi la direzione, quasi a chiedere di decidere definitivamente se appoggiarlo o no: “Valuterò seriamente il modo migliore per offrire un contributo anche personale alla imminente fase politica che si sta aprendo a Bologna e che sento e giudico positiva per la città. Altrimenti – prosegue Segrè – non me ne farò certo un problema visto che non mancano occasioni e forme di impegno civico per Bologna“.

