Primarie Pd. Civati all’Estragon: “Ce la possiamo fare”

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Bologna, 1 dic. – “Ce la possiamo fare” alternato a “vinciamo noi“. Questi i ritornelli ripetuti come mantra da Pippo Civati e dai suoi sostenitori durante la serata organizzata all’Estragon. Davanti a circa 2 mila persone, il deputato lombardo, in corsa per contendere a Renzi e Cuperlo la guida del Partito Democratico, ha parlato per poco più una mezz’ora. Prima di lui sono saliti sul palco i suoi sostenitori, più o meno famosi, candidati nei listini regionali delle Primarie del prossimo 8 dicembre: dalla prodiana Sandra Zampa all’ex magistrato Felice Casson, da Corradino Mineo a Walter Tocci a Filippo Taddei e Elly Schlein.

Il più duro è stato senza dubbio l’ex magistrato veneto che ha definito “scorie” gli alleati del Nuovo Centro Destra. “Prima eravamo alleati coi fascisti alla Gasparri – ha detto Casson – ora siamo al governo con i Giovanardi, i Quagliariello..” Al di là dei toni, i civatiani sono concordi: il Pd non può governare con la destra, Berlusconi o no. Welfare, riforma della legge elettorale, reddito minimo garantito, legge sul conflitto d’interesse, dialogo con i grillini: Civati sul palco ha ripetuto quanto va dicendo da mesi: “Bisogna rifondare la sinistra”.

Per farlo, il deputato lombardo può contare su di una macchina organizzativa fatta di giovani volontari e di tanta rete web. “L’armata nerd” di Civati, che ha fatto del più grillino degli eletti pd anche quello più social, può contare, tra “militanti regolari” (in possesso delle password per accedere agli account ufficiali della campagna) e “guerriglieri irregolari”, circa 80 persone. Oltre ai militanti, tesserati o meno, in platea erano molti i giovani, in maggioranza 30enni, quasi tutti armati di smartphone o tablet. Ma non solo: quarantenni in carriera e stanchi di un Pd che non li ha mai rappresentati e pensionati delusi da decenni di fallimenti e di tradimenti. “Io sono iscritta dal 1976 – dice una signora, a cui facciamo notare che a quel tempo il pd non era ancora nato, che replica – sì, va bene, ma la casa è quella!”

Civati ha lamentato lo scarso spazio concessogli dai media “amici” come Repubblica e l’Unità e ha polemizzato con Fabio Fazio, colpevole di non averlo invitato a “Che tempo che fa”, trasmissione cui invece hanno partecipato sia Cuperlo che Renzi. La prima parte del suo intervento, infatti, Civati lo ha fatto all’interno di un ricostruito studio della trasmissione che va in onda su RaiTre, con tanto di scrivania monitorizzata e poltrona bianca.

Nel suo discorso Civati ha citato Marco Revelli e Alexander Langer, e ha criticato il favorito Renzi: “Il rottamatore ha detto che voleva rottamare tutti e poi li ha candidati tutti”. Non poteva mancare un riferimento al Movimento 5 Stelle: “Il tempo dei Vaffa è finito” ha detto rivolto ai grillini, rinnovando loro l’invito alla collaborazione per “evitare che l’estrema unzione (il riferimento è alle parole dette da Grillo a Genova, ndr) sia quella dell’Italia”.

In realtà non sono tanti in casa Civati che credono davvero che il lombardo possa arrivare primo l’8 dicembre. Il “ce la possiamo fare” significa: “Possiamo arrivare secondi e anche con un buon risultato” dicono in molti. “Avete visto che Cuperlo ha iniziato ad attaccarlo (Civati, ndr) sui giornali? Significa che ha paura di arrivare ultimo” si sbilancia qualcuno. In realtà, anche i civatiani hanno paura: temono che tra Cuperlo e Renzi ci possa essere un accordo ad excludendum che li tagli fuori dal futuro del partito. Per questo puntano ad un buon secondo posto: “Anche se arriviamo secondi, il partito è cambiato profondamente” dice uno alto in grado.

Prima di lasciare il palco, ha fatto un gesto che ha ricordato molto Obama: ha chiamato sul palco Giulia, la sua compagna, che ha ringraziato per il sostegno e ha abbracciato. E poi ha salutato con una promessa: “Se sarò segretario mi vedrete ancora all’Estragon, ma non al Meeting di CL di Rimini”.

 

La foto è tratta dal Twitter di Michela Musumeci Klein

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