30 dic. – Gli ex sindaci di Marzabotto e Sasso Marconi, Andrea De Maria e Marilena Fabbri. Sono loro i più votati dagli elettori del Partito Democratico nelle primarie per la scelta dei candidati alle prossime politiche. Dopo di loro il primo cittadino di Crevalcore, comune terremotato della Bassa bolognese, Claudio Broglia; le parlamentari uscenti Rita Ghedini e Donata Lenzi, il capogruppo in Comune Sergio Lo Giudice, la parlamentare prodiana Sandra Zampa, e il presidente dei famigliari delle vittime della strage alla stazione Paolo Bolognesi.
La regola dell’alternanza di genere, messa per tutelare le candidate donne, per assurdo potrebbe creare problemi proprio ad una donna, la parlamentare uscente Zampa. Lei infatti risulterebbe ottava, quindi esclusa dalle liste, ma ha ottenuto più voti di Bolognesi. A decidere sarà la prossima riunione regionale del partito prevista per il prossimo 5 gennaio. “Ha preso più voti, deve entrare Zampa” dice la collega Lenzi.
La paura del flop è stata scongiurata: 34.489 i votanti, poco meno del 33% di chi aveva votato al primo turno della consultazione per scegliere il candidato presidente del consiglio.
Per quanto riguarda Sel, il dato definitivo dell’affluenza segnava 5067 in regione e 1654 a Bologna. Pur avendo chiuso i seggi in anticipo di un’ora rispetto ai democratici, lo spoglio di Sel è durato più tempo. I risultati di Sel vanno inquadrati su base regionale. Tra gli uomini per la Camera il più votato è stato il coordinatore regionale Giovanni Paglia che ha avuto 826 voti, seguito da Paolo Soglia con 567 voti; tra le donne per la Camera la reggiana Cinzia Terzi ha battuto la modenese Morena Minelli 526 voti a 514. Proprio questo conteggio ha rallentato l’ufficializzazione dei dati. Tra le donne ancora alla Camera Elisa Sangiorgi di San Lazzaro di Savena ha raggiunto 431 preferenze e Valentina Cuppi 422.
Al Senato il più votato è stato l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti che ha raggiunto 1357 preferenze seguito da Ugo Mazza con 758 voti; tra le donne Elena Tagliani ha avuto 1148 voti, Nadia Bonora 756. Alla Camera i vendoliani prevedono di eleggere due rappresentanti, al Senato uno ma bisognerà vedere cosa deciderà il vertice del partito rispetto alla quota nazionale.
Nel pomeriggio la scelta della Federazione di Modena di consentire il voto anche a chi si iscriveva direttamente al seggio aveva rischiato di far saltare i nervi ad alcuni candidati, soprattutto bolognesi. Contrariamente alle indicazioni nazionali, infatti, i vendoliani della Ghirlandina avevano deciso che non avrebbero respinto i potenziali elettori per questioni di rinnovo tessere. Le dita erano puntate contro l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti, uno dei candidati sostenuti dalla federazione modenese. “E’ una cosa da niente – stempera Gianni Ballista, membro del coordinamento federale del partito – ai seggi abbiamo fatto 3 nuovi tesserati“.
nella foto il seggio condiviso tra Pd e Sel a Monzuno

