9 feb. – Finora i rincari dei prezzi al dettaglio di frutta e verdura «non sono giustificati». Lo ha detto in commissione consiliare il direttore generale del Caab, Alessandro Bonfiglioli, che ha elencato gli aumenti «non significativi» dei prezzi all’ingrosso.
Bonfiglioli ha paragonato i dati Caab con i prezzi al dettaglio divulgati da Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, che riunisce diverse associazioni di consumatori. Risulta così che la lattuga, dopo lo sciopero degli autotrasportatori e le nevicate dei giorni scorsi, sia passata da 2 euro a 5,50 euro al chilo, ma il commerciante che l’ha acquistata al Caab ha dovuto sopportare un rincaro da 0,93 a 1,02. Le mele, che a gennaio costavano 1,20 al chilo, ora costano 2,50, nonostante nello stesso periodo i prezzi all’ingrosso del Caab siano passati da 0,97 a 0,99. Anche le arance hanno subìto un’impennata: 2,30 euro contro 1 euro di gennaio, nonostante all’ingrosso il prezzo sia passato da 0,75 a 0,84. Curioso, poi, il caso delle pere: stabile il prezzo all’ingrosso (86 centesimi), mentre al dettaglio si è passati da 1,20 a 2,80 euro. Più marcati gli aumenti dei prezzi all’ingrosso per zucchine (da 1,49 a 2,02 euro pari al 35%), dei pomodori (da 1,84 a 2,26 euro, pari al 22,8%) e delle melanzane (da 1,56 a 1,64 euro, pari al 5%).
«Probabilmente questi rincari al dettaglio stimano già le carenze che si potranno avere dopo le nuove nevicate», ipotizza Bonfiglioli, che preferisce non commentare ulteriormente i dati. E annuncia che il Caab sta studiando di aumentare gli orari di apertura alla cittadinanza per la vendita diretta. Per ora gli acquisti “a cassetta” si possono fare giovedì e venerdì di pomeriggio e sabato di mattina.

