4 giu. – Un prete bolognese di 69 anni è stato ricattato da un diciottenne e da due suoi familiari, tutti cittadini romeni che vivono a Zola Predosa, che gli avrebbero chiesto denaro per non diffondere un filmato girato con un telefonino, in cui si vedono atti sessuali. A metà febbraio il religioso si è rivolto alla polizia e, dopo alcuni mesi di indagini, intercettazioni telefoniche e il sequestro del filmato, per il giovane è arrivato un provvedimento di custodia cautelare del Tribunale per i Minorenni di Bologna. All’epoca dei fatti aveva 17 anni e ora, accusato di estorsione e tentata estorsione, sarà inviato in una comunità di accoglienza. Per gli stessi reati sono indagati dalla Procura ordinaria anche il padre e la convivente dell’uomo che avrebbero partecipato all’attività estorsiva. I fatti sarebbero avvenuti in una chiesa del centro di Bologna, dove si svolgono attività assistenziali rivolte a minori, immigrati e famiglie in difficoltà. Dopo settimane di minacce, il prete avrebbe consegnato agli estorsori 2.000 euro: Quando si è sentito chiedere altri soldi ha deciso di andare in Questura a raccontare tutto. Le richieste estorsive, intercettate dalla polizia, sono proseguite fino a marzo. L’indagine avrebbe anche chiarito che non si è trattato di abusi, ma di atti sessuali consensuali.
Il vescovo vicario monsignor Ernesto Vecchi ha dichiarato di aver appreso oggi della vicenda e ha scelto di non commentare, rimandando a una presa di posizione della Curia che, in una nota afferma: “In relazione a notizie che darebbero per coinvolti in una misera vicenda di ricatti estorsivi un giovane di 17 anni, la sua famiglia e un sacerdote che vive a Bologna, questa Curia arcivescovile confida che la giustizia statuale proceda con rigore all’accertamento dei fatti e alle eventuali conseguenti sanzioni“.
Per quanto riguarda invece il sacerdote, si precisa da via Altabella, “che è un religioso e come tale soggetto alla disciplina della propria Congregazione e non alla giurisdizione dell’arcivescovo di Bologna, questa Curia, prenderà contatto coi suoi superiori percheé eventualmente procedano secondo le norme canoniche”.

