27 giu. – Si è concluso con il lancio di monetine contro il leghista Manes Bernardini e Daniele Carella del Pdl il presidio bolognese in solidarietà con il popolo No Tav in Val di Susa. Questa mattina ci sono stati scontri con le forze di polizia che sono intervenute per aprire i cantieri dell’alta velocità (altre notizie qui).
Il presidio a Bologna è stato convocato da alcuni collettivi e centri sociali bolognesi come il Laboratorio Crash, Vag61, il Tpo, gli studenti dell’Onda anomala e un gruppo di “cittadini per il bene comune solidali con la Val di Susa” che si sono ritrovati alle 18 in piazza Nettuno. “No Tav secondo round, sarà dura” diceva lo striscione dietro al quale è partito il corteo di un centinaio di persone diretto in Prefettura. Al ritorno verso piazza Nettuno i Notav hanno incontrato i due consiglieri seduti fuori dal bar di via IV Novembre. Insieme agli slogan sono partiti anche accendini, monetine e una lattina di birra vuota, finchè Bernardini e Carella si sono riparati all’interno del locale con la serranda abbassata. E’ rimasta leggermente ferita alla testa anche una dipendente comunale presente nel bar. Poco dopo l’arrivo della polizia in assetto antisommossa il corteo è ripartito diretto in piazza Nettuno.
“Spero che li prendano tutti. Sono dei fascisti che non meritano considerazioni” ha commentato subito dopo Bernardini, mentre il coordinatore cittadinio del Pdl Fabio Garagnani vuole portare in Parlamento l’episodio perché figlio di un “clima eversivo che caratterizza da tempo determinati ambienti dell’estrema sinistra bolognese”. Anche il sindaco Virginio Merola ha commentato l’evento esprimendo “solidarietà ai consiglieri Cocconcelli, Bernardini e Carella”, e condannando “ogni tipo di manifestazione aggressiva e violenta”.
Nel pomeriggio la Fiom sotto la prefettura ha protestato contro le violente cariche in Val di Susa. “Sono problemi che non si risolvono con le cariche e anche a Bologna ci si deve attivare per sollecitare la riconvocazione di un tavolo per discutere. La politica deve subentrare alle forze dell’ordine” ha detto Bruno Papignani, segretario Fiom, presente in piazza Roosvelt con altri 70 delegati del sindacato. Le tute blu hanno incontrato un rappresentante della Prefettura a cui hanno chiesto di riferire al Governo che i metalmeccanici della Fiom non condividono e sono molto preoccupati dalle cariche della polizia in Val di Susa.

