Bologna, 5 apr. – Forza Nuova ha tenuto questo pomeriggio un presidio in via del Borgo di San Pietro, davanti alla chiesa della Beata Vergine del Soccorso. Piazza interdetta al traffico veicolare e ciclabile, deviazione dei bus proveniente dalla e diretti in autostazione, controlli agli accessi della piazza e persone costrette ad aggirare la zona. Questo il frutto del “Presidio contro il Degrado” annunciato dal partito di estrema destra.
Intorno alle 15 poco più di una ventina di militanti forzanovisti ha iniziato a montare un gazebo verde. Un tavolino con sopra un piccolo mixer, un computer portatile, poco distante un generatore, delle casse stereo: da lì uscivano musica RAC (rock against communism) e i “successi” dei gruppi d’area. Da una smart nera parcheggiata nelle vicinanze, una ragazza con la cresta ha tirato fuori uno scatolone coi volantini. Grida in coro e al megafono “contro il degrado” della zona e di Bologna intera. “Diritto alla casa, diritto al lavoro, non ce l’abbiamo noi non ce l’avranno loro” uno degli slogan urlati dalla ventina di militanti, in larga parte maschi sulla trentina. Tutt’intorno la piazza che si apre di fronte alla chiesa era un deserto: ad impedire l’accesso (o a regolamentarlo strettamente) circa una cinquantina di agenti tra Polizia e Carabinieri: cinque camionette, una volante e due fuoristrada.
Nonostante l’ingente spiegamento di forze dell’ordine facesse presagire il contrario, nessuno ha contestato il banchetto forzanovista. Ad eccezione di due abitanti le cui finestre si affacciano proprio sulla piazzetta: uno ha esposto una maglietta rossa con impresso il volte di Che Guevara; un altro, quando i militanti avevano appena finito di cantare una strofa di Fratelli d’Italia con cui hanno concluso il presidio, ha urlato un sonoro “vaffanculo” e fatto partire da un paio di casse audio messe sul davanzale la canzone “Antifa 2.0” dei 99 Posse.
In realtà, però, la contestazione al presidio di Forza Nuova era stata preventiva. La scorsa notte qualcuno ha tracciato su gran parte delle colonne che delimitano la piazza, comprese quelle della chiesa, slogan antifascisti, tutti ben leggibili dal punto in cui i forzanovisti hanno tenuto il banchetto.
























