2 mar. – Forza Nuova organizza per sabato 3 marzo alle 16,30 in una sala del Quartiere S. Stefano, la Sala dell’Angelo di via S. Mamolo, un’iniziativa per parlare di immigrazione e cittadinanza. Il nodo antifascista di Bologna ha indetto per sabato un presidio, dalle 14, 30 a Porta S. Mamolo. E’ in corso anche la tre giorni «Emergenza neofascismo: tre giorni di riflessione e proposta».
L’iniziativa viene pubblicizzata da un manifesto fatto così: due file di sagomine umane nere interrotte da una sola sagoma di colore bianco.
Pressato dalle richieste di revocare la concessione della sala, il coordinatore della giunta Merola Matteo Lepore ha detto: «Qui abbiamo un partito che si è candidato alle elezioni politiche. Per quanto mi faccia ribrezzo, non possiamo fare altro che dare la sala». Forza Nuova «si richiama al revisionismo storico e fa iniziative che sfiorano l’apologia del fascismo», ha proseguito l’assessore, «cose che non dovrebbero avere cittadinanza nel nostro Paese».
Sugli atti in odore di apologia di fascismo indaga di volta in volta la magistratura.
Le parole di FN, invece, sono sempre le stesse. Nel programma politico di questo partito si possono leggere quelle che la realtà di estrema destra bolla come problemi della società contemporanea: lo sterminio abortista, le minacce alla famiglia tradizionale, l’immigrazione come invasione di massa che va risolta con il «rimpatrio, umano certo, ma rapido e totale, di tutti gli extraeuropei».
Prendiamo la lente d’ingrandimento. Sono proprio gli stranieri non europei «la vera discriminante», scrivono i neofascisti, che generosamente concedono una possibilità agli «immigrati che possono essere integrati nel nostro popolo senza snaturarlo in senso etnico, religioso o culturale».
Per Forza Nuova solo i «figli di europei cristiani» e gli «stranieri di origine italiana», se sinceramente vogliono, possono diventare «veri italiani». Ragioni etniche, prima di tutto.

