Presidenti di quartiere contro le ronde

19 ago. – A chi governa il territorio le ronde non piacciono. Il presidente del quartiere San Donato Riccardo Malagoli invita il Comune a “farne a meno”. La presenza dei rondisti secondo Malagoli sarebbe in contraddizione con quella degli assistenti civici, reclutati per i servizi ai cittadini, come far attraversare la strada davanti alle scuole, mentre trasformarli in rondisti significherebbe farli agire in modo completamente diverso. Malagoli si allinea all’opinione del sindaco Flavio Delbono, che vuole continuare l’esperienza degli assistenti civici in base alla legge regionale esistente: “Non mi risulta che gli assistenti civici siano proibiti”. A difendere a spada tratta i civici è anche il presidente del Reno Vincenzo Naldi. “Si smantella uno schema che ha funzionato, si distrugge l’esperienza che a Bologna si era creata a partire dai territori. Non credo che i nonni civici si iscriveranno all’albo“. Per la sicurezza, casomai, spiega Naldi, “servirebbero più vigili e più forze dell’ordine, magari con la benzina nella macchina”. Il distinguo del presidente del quartiere Reno è anche sulle funzioni: gli assistenti “sono conosciuti dai residenti perché fanno parte delle associazioni, segnalano il lampione che non funziona o la buca. Perché la sicurezza non è solo allarme criminalità”.

Contraria alle ronde è anche l’Italia dei Valori. Per il capogruppo in Regione Paolo Nanni sono dannose, perché, “come tanti episodi hanno già dimostrato, riducono la sicurezza invece di aumentarla”. Largo alla legge regionale e agli assistenti civici, dunque, sul tema della sicurezza l’alleanza tra Pd e Idv pare solidissima.

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