19 gen. – La procura di Bologna ha aperto una nuova inchiesta sulla preghiera islamica in piazza Maggiore del 3 gennaio, al termine del corteo contro i bombardamenti su Gaza. Il nuovo fascicolo nasce da un esposto del parlamentare di Forza Italia Fabio Garagnani. Viene indagato il firmatario del preavviso alla Questura per il corteo: Mohamed Rafia Boukhbiza, il presidente dell’associazione “Sopra i ponti”; l’accusa è di violazione degli articoli 25 del Testo unico di pubblica sicurezza e 29 del regolamento attuativo, che prevedono l’obbligo di avvisare la Questura in caso di manifestazioni religiose da tenersi in luogo pubblico.
Il 5 gennaio il pm Luigi Persico aveva archiviato un fascicolo contro ignoti, aperto dopo un primo esposto di Garagnani. Secondo il magistrato, la preghiera era stata un’azione spontanea, quindi, da parte dei promotori, era impossibile comunicare in anticipo al questore qualcosa che non era stato programmato.
«L’aspetto del preavviso è stato giustamente messo in rilievo dall’onorevole Garagnani e merita l’approfondimento della procura» ha detto il procuratore reggente Silverio Piro che ha affidato le indagini al pm Walter Giovannini. «Il preavviso alla questura serve anche per la tutela dell’ordine pubblico e a garanzia degli stessi manifestanti», ha aggiunto Piro.
Boukhbiza ribadisce la spontaneità della preghiera in piazza: «E’ arrivato l’orario della preghiera e abbiamo pregato», spiega il presidente dell’associazione “Sopra i ponti”, di origini marocchine.
Esprime «sconcerto» per la decisione della Procura il Coordinamento migranti di Bologna che, in una nota, difende Boukhbiza descrivendolo «da sempre impegnato nei percorsi di organizzazione dei migranti e di lotta per i loro diritti e la loro libertà». «Non ci stupisce che la legge invocata sia stata emanata in pieno regime fascista», si legge ancora nel comunicato del Coordinamento che definisce la denuncia di Garagnani «l’ennesimo esempio della volontà sempre più aggressiva di alcune forze politiche di rendere la protesta contro il massacro di Gaza una guerra di religione da combattere contro i migranti proprio nel centro di Bologna».

