Pratello, una proposta per risolvere il problema

Da venerdì scorso un’ordinanza fissa la chiusura di cinque locali del Pratello alle 22.
Per alcuni il provvedimento voluto da Cofferati potrebbe avere anche origine nelle lotte interne alla Giunta, tra un Sindaco in libera uscita e un gruppo di assessori che vogliono invece riproporsi.
Fattostà che la polemica tra gestori (e avventori) da una parte e residenti dei comitati dall’altra si fa rovente: volano parole grosse, l’altra sera c’è stata una fiaccolata e nei prossimi giorni ci saranno altre manifestazioni.
La storia del Pratello, come altre vicende di questa città immobile, si trascina da anni.
C’è una soluzione al problema? Si, basterebbe avere quel pragmatico coraggio e quell’immaginazione che caratterizza molte amministrazioni del nord Europa.
In sintesi: ci troviamo di fronte a due esigenze contrapposte entrambe legittime: la tranquillità residenziale opposta al bisogno ricreativo e vitale di ritrovarsi nei locali.
E’ inultile fare tavoli e cercare mediazioni: le due esigenze sono totalmente incompatibili. Che fare? E’ semplice: il Pratello ha da decenni una vocazione ed è, storicamente, la via delle osterie e dei locali notturni, dei giovani e meno giovani che li si ritrovano a bere e chiacchierare.
Non serve cercare compromessi, l’amministrazione comunale dovrebbe prenderne atto: zone così ci sono in ogni città d’Europa.
Invece che ordinanze insulse è necessario che il Comune crei una sorta di “agenzia immobiliare pubblica”, che acquisisca gli appartamenti di coloro che vogliono cambiare zona, dando loro degli incentivi su nuove soluzioni: sia per l’acquisto che per l’affitto. Scambieresti un appartamento da 60 metri quadri con uno da 90 in una zona residenziale della città di tua scelta? forse sì…
Gli immobili acquisiti dall’agenzia andranno invece venduti o affittati a persone che li utilizzino per attività lavorative o studi professionali; oppure si potrebbero creare piccoli appartamenti da dare in affitto agli studenti a canoni concordati.
Per finanziare l’operazione si potrebbero mettere delle minime tasse di scopo sulla vendita degli alcolici.
Insomma: via del Pratello non è il Medio Oriente, con un po’ di intelligenza e di risorse le cose si possono mettere a posto. Basterebbe avere voglia di risolvere i problemi invece di crearli…

Paolo Soglia

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