30 dic. – “Nessuna tra le missive che ho ricevuto poteva farmi presagire che potessero scaturire episodi che hanno portato all’apertura di indagini penali“. In una lunga intervista con Radio Città del Capo il numero uno del Dipartimento della Giustizia Minorile Bruno Brattoli fa il punto sulla bufera che si è abbattuta sul carcere del Pratello.
La rimozione dei vertici è stata decisa oltrepassando totalmente il dipartimento visto che l’ispezione ministeriale è stata attuata da un ispettore del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) che era “solo” accompagnato da una dirigente della giustizia minorile.
Un aspetto che dà l’idea della velocità impressa dal ministro Severino a fronte delle informazioni che erano giunte dalla Procura dei minori. Brattoli ieri è stato a Bologna per una serie di incontri. Ora il suo dipartimento procederà ad un’indagine disciplinare: “è un atto dovuto” ha spiegato.
Ma rispetto alle segnalazioni precedenti che già aveva a disposizione, secondo Brattoli, le missive che arrivarono al dipartimento non “facevano presagire” che potessero scaturire episodi che hanno portato all’apertura di indagini penali. I vertici del dipartimento erano all’oscuro di tutto: “è il mio più grande rammarico“, ha detto ai nostri microfoni.
ascolta l’intervista brattoli
Al capo del dipartimento della giustizia minorile era chiara la situazione di tensione tra i vertici del Pratello prima dell’allontanamento (avvenuto ad agosto) della ex direttrice Paola Ziccone. La conflittualità tra Ziccone e l’ex direttore del centro della giustizia minorile Giuseppe Centomani era emersa più volte. Tanto che dopo l’ispezione dell’estate 2008 (nella quale la gestione della Ziccone era stata giudicata corretta) Brattoli ha avviato una commissione d’indagine che ha lavorato tra il 2009 e i primi mesi del 2010.
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