Portalettere a rischio tagli

18 giu. – Le poste si riorganizzano e 470 postini in Emilia Romagna potrebbero restare senza lavoro. Un taglio al numero delle zone di distribuzione della corrispondenza e degli uffici postali che, secondo Cgil Cisl e Uil, colpirà soprattutto le zone di montagna o isolate. Con il taglio ogni postino avrò le stesse ore di lavoro, ma più strade da coprire e “con il rischio di non riuscire a consegnarla tutta”.

La sperimentazione partirà in cinque regioni, Piemonte, Marche, Basilicata, Toscana ed Emilia Romagna con un totale di 1800 esuberi annunciati, che potrebbero diventare 10mila, stimano i sindacati, se la sperimentazione venisse applicata in tutta Italia.  Secondo Cgil Cisl e Uil, a fronte delle riduzione della corrispondenza “di carta” Poste Italiane, da otto anni con un bilancio in attivo, dovrebbe investire nel settore dei pacchi, quello dei corrieri espresso, dove le poste contano poco. La scelta di far partire la sperimentazi0ne in una regione colpita dal terremoto, secondo i tre segretari confederali, potrebbe inoltre aumentare i problemi nella già difficile situazione, dove una decina di uffici postali hanno aperto all’interno dei container o uffici mobili.

“Le poste oramai rispondono solo a logiche di mercato, quindi i primi ad essere colpiti sono le zone più svantaggiate, dove c’è un minore afflusso di pubblico” ha dichiarato Alessio Festi, segretario regionale della Slc Cgil. I sindacati, in modo unitario, hanno chiesto un incontro con l’azienda e sono pronti alla mobilitazione e allo sciopero se non dovessero esserci passi indietro.

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