Porcedda e le relazioni pericolose

19 nov. – Un broker di 46 anni, Antonio Carbone, già condannato per truffa aggravata e falso la cui società era già fallita che avrebbe procurato una falsa fidejussione firmata Bnl. E’ l’uomo che il presidente del Bologna Sergio Porcedda ha indicato al procuratore aggiunto Valter Giovannini che questa mattina l’ha convocato per tre ore in Procura per approfondire i contenuti della denuncia fatta ieri pomeriggio ai Carabinieri. Porcedda sarebbe arrivato al broker, originario di Roma, attraverso il passaparola nel mondo del calcio. La procura indaga per truffa aggravata dal danno ingente e per falso materiale e ha individuato Porcedda e la squadra come parti offese.

Al centro degli accertamenti che il magistrato ha delegato ai carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo ci sarà il racconto di Porcedda; il presidente ha consegnato agli inquirenti il contratto che aveva raggiunto con il broker incontrato circa un mese e mezzo fa a Casteledebole e presentato da persone di fiducia. La bozza di fidejussione, apparentemente scritta su carta intestata Bnl e firmata con nomi che corrispondono a reali funzionari dell’istituto bancario, del valore di oltre 10 milioni di euro che è stata trasmessa alla Lega Calcio nella speranza che sbloccasse i diritti televisivi è stata rigettata venerdì scorso. Secondo la Lega quel documento non era stato rilasciato da soggetti autorizzati, in pratica era falso. A quel punto i rapporti tra Porcedda e il broker si sono incrinati nonostante gli assegni di alcune decine di migliaia di euro che erano già stati versati all’intermediario. Il pm ha fatto sequestrare questi assegni.

La procura adesso proseguirà gli accertamenti e sentirà il broker. Già un paio di mesi fa il presidente del Bologna aveva presentato una denuncia per un’altra fidejussione relativa ad un altro intermediario che aveva già originato un precedente fascicolo e anche il broker di questa vicenda è indagato.

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