Popolo in festa. Sessant’anni di feste dell’Unità

La storia delle feste de l’Unità inizia nell’immediato dopoguerra. Su quale sia la prima in assoluto il dibattito è aperto: quella di Milano o di Mariano Comense, entrambe del 1945? Forse una “prima” vera e propria non c’è: nasce un modello, però, in quegli anni Quaranta in grado di resistere al crollo di muri, alla trasformazione di idee e partiti. In “Popolo in festa. Sessant’anni di feste dell’Unità“, libro con allegati tre documentari, Fabio Calè e Federico Mercuri raccontano proprio questo.

La storica festa del quotidiano del Partito Comunista Italiano ha accompagnato tutti i partiti che hanno affollato la transizione dal PCI al Partito Democratico. Alla nascita di quest’ultimo ha rischiato di dover cambiare nome. L’Unità non era più il quotidiano di partito e poi il nome, dicevano le correnti cattoliche confluite nel Pd, era troppo legato al passato. Per questo alcuni proposero di chiamarla festa democratica. E così è stato per alcune.
Ma non per tutte. In alcuni luoghi, a Bologna per esempio, gli ex militanti comunisti non se la sono sentita di buttare via un nome tanto caro. E’ per questo che è possibile ancora vedere in giro i cartelli che annunciano feste dell’unità. Ma quando è iniziata questa storia, lo abbiamo chiesto a Fabio Calè, autore di “Popolo in festa. Sessant’anni di feste dell’unità” edito dalla Donzelli.

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Al libro è allegato un dvd che contiene tre documentari: Popolo in festa di Federico Mercuri; 1999-L’ultimo festival di David Riondino; Festa de l’Unità – Roma 1972 di Ettore Scola.

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