Polveri sottili in via Carracci. Il giudice vuole vederci chiaro

19 feb. – Il giudice Elisabetta Candidi Tommasi vuole vederci chiaro sulle polveri sottili PM10 prodotte dal cantiere per l’alta velocità in via Carracci. Per questo nominerà a breve dei consulenti, per determinare le cause delle emissioni e valutare i loro effetti sulla salute. Si sono rivolti al Tribunale circa 450 residenti. Il loro avvocato, Nicola Giudice, ha preferito fare due cause distinte. La prima serve a chiedere con provvedimento d’urgenza l’adozione di mezzi per abbattere le polveri sottili. I valori fuori legge «fra il primo giugno 2006 e il 30 giugno 2009 sono stati in numero superiore a 500, quando il massimo consentito sono 35 l’anno; quindi, sottraendo dai 500 quelli consentiti, vengono fuori circa 450 sforamenti in tre anni», spiega l’avvocato Giudice, che precisa come la fonte sia l’Osservatorio Ambientale dell’Arpa, a cui hanno partecipato, oltre agli enti locali, la stessa Tav, prima, e Rfi, poi.

I legali di Astaldi e Rfi oggi «hanno negato il fatto e ogni responsabilità», riferisce l’avvocato dei residenti. Alcuni dei ricorrenti sono stati risarciti in passato per l’eccesso di polvere negli appartamenti, secondo un calcolo fatto in base alle metrature e al costo del lavoro di una domestica, secondo il contratto di lavoro nazionale.

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