Bologna, 5 mar. – Ai quattro poliziotti delle Volanti condannati a Bologna per aver rapinato e picchiato spacciatori nordafricani non vanno concesse le attenuanti generiche, “tenuto conto della gravità dei fatti commessi da parte di pubblici ufficiali preposti a tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, tradendo l’affidamento riposto dalla collettività nella conformità alla legge dell’attività delle forze dell’ordine, abusando delle loro funzioni nei confronti di soggetti ‘deboli’ per la loro condizione di illegalità”. Lo scrive il Gup Rita Chierici nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato a tre anni e 10 mesi Francesco Paolo Pace, tre anni e 6 mesi Giovanni Neretti, Alessandro Pellicciotta e Valentino Andreani. Ai quattro erano contestati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini due episodi: il primo, del 21 ottobre 2011, a Pace e Pellicciotta, nei confronti di due stranieri; il secondo, del 12 novembre, a tutti e quattro: un pusher fu portato a Castenaso, malmenato e abbandonato con un timpano perforato. Gli agenti furono anche arrestati, a marzo 2012. Per il giudice, che ha motivato la decisione con 119 pagine, “si tratta di gravi fatti delittuosi di rapina aggravata, lesioni personali e sequestro di persona commessi da poliziotti in servizio presso la questura di Bologna, nell’esercizio delle loro funzioni, ai danni di giovani cittadini extracomunitari, clandestini e pregiudicati per reati concernenti la detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e dunque di soggetti in posizione ‘debole’ sul piano dell’ attendibilità, rispetto ad appartenenti alle forze dell’ordine, e tendenzialmente restii a rivolgersi alle autorità per tutelare i propri diritti e per denunciare i colpevoli dei reati commessi a loro danno in ragione dei precedenti penali e della irregolare presenza nel territorio dello stato”.
In entrambi i casi la ricostruzione delle vittime che presentarono denunce, supportata dalle indagini svolte, appare al giudice attendibile. In particolare nel secondo caso le dichiarazioni degli imputati sono giudicate “contrastanti fra loro in molti punti fondamentali”. Inoltre, dall’inchiesta è emerso che i poliziotti avevano avuto notizia dell’avvio delle indagini nei loro confronti e questo li aveva spinti “ad attivarsi al fine di ottenere informazioni sulle investigazioni in atto”. Alle vittime, assistite come parti civili dagli avvocati Ettore Grenci, Alessandro Ariemme e Carlotta Cassani sono state riconosciute provvisionali, così come al ministero dell’Interno, in “ragione della rilevante lesione all’immagine”.
(ANSA).

