18 lug. – Alla Dozza sono pochi i detenuti che lavorano anche se sono molti quelli che vorrebbero lavorare. Sui circa 12oo che in questo momento sono presenti nel carcere di Bologna sono un migliaio quelli che presentano la domanda per svolgere lavori.
Solo 12 quelli che sono ammessi al lavoro esterno anche se in questo caso la base che potrebbe fare richiesta è più bassa perché si tratta dei detenuti condannati in via definitiva che sono circa 200. Secondo il presidente del tribunale di sorveglianza Francesco Maisto questo numero è causato anche dal fatto che sono diminuiti gli incentivi per chi assume detenuti (è recente l’appello dell’associazione Antigone che dà conto della circolare dell’amministrazione penitenziaria che cancella contributi e sgravi per chi assume detenuti).
All’interno della Dozza ci sono invece 30 persone che lavorano in convenzione perlopiù con cooperative sociali anche se nei prossimi mesi dovrebbe aprire una piccola officina metalmeccanica.
In cento invece lavorano per le attività quotidiane del carcere, pulizia e portavitto ad esempio.

