Inquinamento. Anche le “sottilissime” sotto osservazione

19 ott. – L’Italia ha recepito recentemente una direttiva europea del 2008, che dal 2013 obbligherà le Arpa, tra le altre cose, a misurare anche le Pm2,5 le cosiddette polveri sottilissime, ritenute molto pericolose. Le Pm2,5 sono considerate più dannose anche delle famigerate Pm10, perché più è piccola la particella di inquinante e più può penetrare all’interno del sistema respiratorio e creare interazione con l’organismo umano.

In Emilia Romagna l’aggiornamento della rete di monitoraggio è già stata predisposta e resa operativa. Dopo un anno di raccolta dati, l’Arpa considera la situazione delle Pm2,5 migliore rispetto a quella delle Pm10.  Le particelle di differente grandezza possono indicare tipi diversi di inquinamento: le Pm2,5 indicano alterazioni dei processi fotochimici, mentre le Pm10 sono causate da emissioni dirette.

Con la nuova normativa cambiano anche le competenze sul tema emissioni: le Regioni avranno un ruolo maggiore rispetto ai Comuni. Secondo Andrea Poggio di Legambiente sarebbe necessario un piano nazionale di riferimento mentre la sua mancanza indica la scarsa volontà da parte della politica di risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria.

Sempre secondo Legambiente la situazione non muterà radicalmente rispetto al passato. Spesso la politica, afferma ancora Poggio “si limita a piccoli proclami lanciati al vento, come quelli della Regione Lombardia, dove non dovrebbero più circolare i camion Euro2: ma non è stato previsto nessun controllo e i camionisti circolano con a bordo solo con la richiesta di filtri per il mezzo, senza però che questi siano mai stati installati”.

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