20 set. – “Un fenomeno criminale che intossica l’economia sana” è questa l’opinione del procuratore aggiunto Valter Giovannini sull’evasione fiscale. Durante il convegno “Per la legalità economica” organizzato dalla Cgil il pm ha tuonato contro il fenomeno, spiegando come le indagini siano “lunghe e complesse” e sia impossibile arrestare gli evasori.
In passato esisteva una normativa penale, ha chiarito Giovannini, ma ora la pena per evasione è stata ridotta a tre anni e quindi nessun evasore rischia più il carcere, nè altre misure cautelari, neppure in caso di reiterazione. Altro problema è quello della prescrizione: “solitamente si parte con un ritardo di tre o quattro anni dalla dichiarazione infedele” ha detto il procuratore e quindi i pm si trovano a dover fare una corsa contro il tempo perché dopo 6 anni il reato è prescritto. Una situazione che, secondo l’esperienza di Giovannini, porta alla totale assenza di condanne per evasione, anche nel caso di persone con 10-15 procedimenti pendenti.

