Bologna 27 mag., – Il procuratore aggiunto Valter Giovannini e la pm Manuela Cavallo hanno chiesto al giudice per l’udienza preliminare Rita Chierici di condannare i 4 poliziotti delle volanti della questura di Bologna che vennero arrestati per rapine e violenze ai danni di pusher commesse durante i servizi in giro per la città.
Per Francesco Pace sono stati chiesti tre anni e tre mesi, per Giovanni Neretti due anni e sei mesi, per Valentino Andreani e Alessandro Pellicciotta due anni e due mesi. Gli agenti vennero arrestati nel marzo del 2012, accusati di rapina aggravata, lesioni e sequestro di persona. Ora si trovano in libertà ma sospesi dal servizio e stipendiati con la paga base. Il processo si celebra con il rito abbreviato che prevede lo sconto della pena di un terzo (e di questo tengono conto le richieste di condanna). In caso di condanna potrebbe anche scattare l’interdizione dai pubblici uffici.
A suo tempo le denunce degli spacciatori avevano trovato riscontro anche grazie ai tabulati telefonici degli agenti, dei denuncianti e alle riprese di videosorveglianza della Questura, dove i tunisini erano subito andati a fare denuncia, ma senza riuscirci. Era stata anche intercettata una telefonata sospetta fra le due pattuglie. I poliziotti avevano ammesso gli interventi “fuori dalle regole” da parte dei poliziotti ma hanno negato le rapine.
Ieri in tribunale c’erano anche alcuni agenti del Sap, il sindacato di polizia al cui congresso sono stati applauditi i poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. “Non siamo qui per manifestare ma per capire – ha detto il segretario provinciale Tonino Guglielmi – se avessero ascoltato il nostro consiglio di mettere le telecamere sulla divisa non saremmo qui”.
Dopo quegli episodi ci fu un’ispezione del Viminale in questura a Bologna e vennero cambiati i dirigenti mentre nel frattempo lo spacciatore dalla cui denuncia partì l’indagine è stato espulso.

